Quando il pane non basta più

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Tra il 2010 e il 2020 avremo raggiunto il picco più alto di produzione del petrolio, superato il quale la produzione comincerà a diminuire, perché l'estrazione del petrolio restante sarà più dispendiosa rispetto al guadagno che se ne potrà ricavare.


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Sembra di descrivere un contesto storico apocalittico, e in effetti lo è. Il problema è che, come al solito, non se ne sa gran che. Per cui quando se ne parla viene naturale una sensazione di leggero panico che ci fa pensare ai nostri figli e al nostro futuro.
Oggi il prezzo del petrolio ha già avuto una crescita vertiginosa. Crescerà ancora fino a raggiungere cifre mai pensate. Questo perché l'offerta sta cominciando a diminuire mentre la domanda continua a crescere.
La domanda e l'offerta di un bene hanno ripercussioni dirette sul suo prezzo. Il meccanismo è semplice, ne avevo già parlato in precedenza. Rivediamolo.
Facciamo finta di avere 10 michette su un tavolo.
Una michetta serve per sfamare una persona.
Intorno al tavolo ci sono 10 persone.
C'è pane per tutti.
Una michetta vale tanto quanto una persona sfamata.
Ad un certo punto le persone diventano 20.
Quindi ci sono 10 persone in più intorno al nostro tavolo.
E' aumentata la domanda del pane. Cioè più persone rispetto a prima dicono: "Ho fame, voglio il pane".
Allora sul tavolo devono esserci 10 michette in più, così di nuovo c'è pane per tutti e il suo valore non cambia. Se sul tavolo non riuscissimo a mettere 20 michette, perché non c'è farina a sufficienza, ma ne mettessimo solo 12 in totale, allora il valore di una singola michetta aumenterebbe, perché la michetta che sazia una persona comincerebbe a diventare un elemento raro.
Questo è il meccanismo che fa alzare il prezzo del petrolio quando il petrolio scarseggia e la domanda del petrolio continua a crescere.
Adesso siamo nel 2008. Tra due anni sarà il 2010 e sarà cominciato il decennio in cui si prevede il famoso picco massimo di produzione del petrolio.
La gente oggi non sa nulla o non vuole sapere nulla. Quando si parla di crisi energetica, di consumi e di inquinamento molti tendono a rifugiarsi negli anni che gli restano da vivere rispondendo con la frase "Tanto abbiamo già superato il punto di non ritorno". Questa risposta, però, serve solo a proteggere quel "privilegio" che oggi tutti noi possediamo e che ci garantisce la libertà di entrare in un fresco e paradisiaco centro commerciale grazie al quale possiamo avere tutto.
Gli anni dieciventi, che stanno per arrivare, spero tanto che siano la salvezza dell'essere umano. Così com'è oggi l'uomo non potrebbe sopravvivere a lungo sulla Terra. Forse il suo corpo, sì, potrebbe resistere, ma il suo cervello continuerebbe a cadere in un buco vuoto senza futuro. Questo petrolio, sporco alleato dell'uomo, se ne sta andando. Adesso abbiamo una grossa opportunità. E' alle porte. E' l'opportunità di fare finalmente progresso, di rivedere il nostro sistema economico, di inventare un nuovo modo per fare energia e per fare società.
La "politica" di oggi, però, non deve rompere i coglioni! Fuori dal nostro futuro! Tornate a casa e lasciateci cogliere questa opportunità storica.
Economisti, scienziati, giornalisti, poeti, musicisti, intellettuali, insegnanti, genitori, falegnami, cuochi, meccanici, filosofi, autisti, tutti... Tutti sono chiamati ad essere protagonisti di questo cambiamento. Quando si riuscirà ad averne consapevolezza, allora ci si renderà conto di quanto siano inadeguate le attuali istituzioni politiche ed informative.

6/29/2008 06:43:00 PM Commenti Spedisci via mail
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La paura del potere

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Non ascoltate le "notizie" sulla sicurezza e sulle leggi che aiuterebbero l'Italia a riaffermare un contesto di tranquillità e di legalità. Nessun "politico" ha intenzione di perseguire la legalità. La legalità va contro gli interessi dei nostri "politici".
La classe politica dirigente quasi al completo ha capito che una nuova forza invisibile sta diventando gravemente grande e pericolosa. Si tratta dell'unione di milioni e milioni di italiani che piano piano stanno quasi inconsapevolmente preparando una rivolta legale e pacifica che sarà potentissima.
La politica ha paura. La parte più debole e disorganizzata della politica si nasconde dietro i banchi dell'opposizione. La parte più forte è invece in subbuglio e sta preparando e attuando piani di difesa. L'Italia armata è una delle armi adottate. E' necessario che tutte le forze dell'ordine siano pronte a difendere il potere.
Il problema della sicurezza esiste, ma non è della gente: è della politica.
Non ascoltate le "notizie" sulla sicurezza. I telegiornali stanno aiutando centinaia di criminali a mantenere il potere facendoci credere che noi abbiamo paura del nostro vicino di casa. Questa paura serve per giustificare l'Italia armata. L'Italia armata serve al potere perché ha paura della gente. Che Dio ci aiuti.

6/22/2008 10:18:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Il risparmio e la decrescita

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La decrescita non è il futuro. La decrescita è il nuovo punto di partenza. Dobbiamo fare alcuni passi indietro per riprendere il cammino nella direzione giusta.
Spesso sento parlare di punto di non ritorno, come se fossimo imprigionati su un treno che non vuole fermarsi. Non siamo imprigionati. Non siamo costretti a continuare per la direzione che abbiamo preso tanti anni fa.
Siamo assuefatti da un sistema, questo è vero, per cui l'idea che si possa vivere in un nuovo mondo non sembra possibile. L'uomo è la sua volontà. L'uomo è libero. l'uomo è anche confuso, è tenuto in ostaggio. Tutti noi abbiamo il potere di cambiare le cose, ma non lo sappiamo perché siamo come ipnotizzati.
Gli abitanti della Terra hanno bisogno di incontrarsi, di parlare di cose semplici. C'è bisogno di guardare da un'altra parte, in modo che gli attuali poteri che stanno mettendo a serio rischio il futuro di tutti quanti diventino poteri sempre più deboli, perdendo sempre più "consenso" fino a farli cadere stremati.
Il primo passo, a mio avviso, è quello di imparare a farsi le cose da sé, senza ricorrere al denaro. Non sto parlando di bricolage. Una ad una. Una dopo l'altra. Dobbiamo imparare a costruirci e procurarci quello che ci serve. Il punto di partenza è questo. Il futuro dell'economia è molto piccolo da un punto di vista geografico, ma molto grande da un punto di vista di progresso umano. Le comunità vivranno sempre più in armonia perché la sopravvivenza ed il benessere di tutti gli uomini dipenderà da ciò che ciascuno di loro è in grado di fare con le proprie mani e con la propria intelligenza.
Non è necessario essere capaci di fare tutto. Ciascuno si specializza in ciò che gli piace e gli riesce meglio.
Un campo in cui può essere molto semplice tentare questo primo passo è la cucina. Si può provare a definire quali sono le materie prime che non siamo in grado di procurarci senza denaro e provare a comprare solo quelle per un po' di tempo. Con queste materie prime si deve imparare a preparare tutto ciò che serve per una corretta e sufficiente alimentazione.
Potrebbe capitarvi così di avere imparato a fare la pasta, il pane e i biscotti.
Chissà in quanti altri campi avremmo acquisito capacità tecniche e creative, se solo questo schifoso sistema non si fosse impossessato del nostro futuro.

6/18/2008 09:04:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Le capacità perdute

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Imparare a fare quello che ci serve.
Uno degli aspetti più importanti che contribuisce a peggiorare la qualità della nostra vita e del nostro pianeta sta nel fatto che noi non siamo più capaci di procurarci quello che ci serve senza utilizzare il denaro. Il denaro sostituisce oggi l'intelligenza e il sapere di intere popolazioni.


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E' successo qualcosa di grande nel corso di questi ultimi cento anni. Si sono presentate due grandi opportunità, il progresso e lo sviluppo. La vita sulla Terra si è così trasformata.
Una comunità può sviluppare le proprie conoscenze e progredire nei campi che consentono all'uomo di vivere sempre meglio. Vivere sempre meglio vuol dire integrarsi sempre di più con il proprio spazio e il proprio tempo. Il progresso è un processo nel quale l'uomo acquisisce nuove conoscenze e mette a punto nuove tecniche per applicarle nel quotidiano. Poi c'è lo sviluppo. Lo sviluppo è la crescita in quantità. Lo sviluppo di un popolo è la crescita delle sue ricchezze. Il progresso fa vivere meglio le persone. Lo sviluppo fa vivere meglio più persone. Meglio e più.
Un contadino capace di coltivare il grano per produrre farina ha la possibilità di mangiare pasta e pane di ottima qualità. Questo contadino mangia meglio rispetto ad un impiegato che grazie al denaro ha la possibilità di comperare la pasta prodotta da sistemi industriali. L'impiegato però può permettersi di mangiare più pasta del contadino, perché il sistema industriale si basa su teorie secondo cui le risorse sono infinite, così c'è sempre pasta e in qualsiasi quantità. Il contadino mangia meglio, ma in quantità è vincolato dalla sua capacità produttiva e da quella del proprio campo di grano. L'impiegato mangia di più, ma in qualità è vincolato da fattori di carattere economico e finanziari che dipendono dal sistema industriale.
E' evidente che il nostro tempo ha dato priorità al "Più" tralasciando il "Meglio". In moltissimi campi solo lo sviluppo è alla base delle scelte che riguardano la vita delle persone e del futuro. Il progresso viene in aiuto soltanto in casi eccezionali e solo dove si verifica un calo dello sviluppo oppure dove si prevede un possibile nuovo settore di sviluppo. Per questo motivo siamo ancora molto indietro nel campo della mobilità, ma siamo molto avanti nel campo delle comunicazioni, per esempio.
Il progresso viene applicato durante i processi di sviluppo del commercio, ma non viene applicato nei processi di sviluppo della società. La società è oggi una massa di persone che consuma quello che produce lo sviluppo aiutato da un poco di progresso. Ecco dove sta il punto.
Il progresso è un piccolo accessorio. Dovrebbe invece essere la base da cui viene tutto il resto. Se il progresso fosse stato sempre il punto di partenza, oggi esisterebbe forse una comunità mondiale perfettamente integrata con il pianeta ed impegnata ad occuparsi di problemi di alto livello intellettuale e artistico. Le risorse sarebbero utilizzate solo per vivere meglio, non per guadagnare di più.
Ecco perché credo che sia fondamentale che ciascuno di noi riacquisti la capacità di vivere bene senza dipendere dal denaro. Questo è l'unico modo per riaccendere la necessità di progresso finalizzato a vivere meglio. Così si potrebbe diffondere una nuova cultura di vita, l'unica che può portare ad un futuro che ieri avremmo immaginato fantascientifico mentre oggi immaginiamo catastrofico.
Imparare a fare quello che ci serve significa alimentare il progresso di tutti. Oggi il progresso è monopolio delle grandi industrie internazionali. Imparare a fare il pane, la pasta, depurare l'acqua, non sprecare l'acqua, raccogliere l'acqua, sfruttare il vento, la luce, coltivare un orto, costruire un carretto da agganciare ad una bicicletta... Tutto questo è progresso. Se in questi cento anni ciascuno di noi si fosse occupato di tutto questo, mentre alcuni illuminati scoprivano e inventavano nuove tecniche e nuove tecnologie per tutti, oggi vivremmo in un contesto molto differente.

6/09/2008 11:29:00 AM Commenti Spedisci via mail
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La Repubblica ha dato una notizia!

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Adesso abbiamo capito perché questo tempo atmosferico è così pazzerello. Si preparava qualcosa di grosso nella redazione de "La Repubblica". E' uscita una notizia su questo giornale! E' la verità. E' uscita una notizia!. Riporto il testo integrale dell'articolo, che naturalmente non è firmato - probabilmente perché il coraggioso giornalista non ha voluto esporsi al rischio di essere licenziato.
"Nelle popolazioni che vivono in prossimità di impianti di incenerimento dei rifiuti è stato riscontrato un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento.
Lo dice una ricerca, resa pubblica dall’istituto statale di sorveglianza sanitaria francese, l’ultima delle 435 ricerche consultabili presso la biblioteca scientifica internazionale PubMed che rilevano danni alla salute causati dai termovalorizzatori per le loro emissioni di diossina, prodotta dalla combustione della plastica insieme ad altri materiali. Questa molecola deve la sua micidiale azione alla capacità di concentrarsi negli organismi viventi e di penetrare nelle cellule. Qui va a “inceppare” uno dei principali meccanismi di controllo del Dna, scatenando le alterazioni dei geni che poi portano il cancro e le malformazioni neonatali."


5/27/2008 09:56:00 PM Commenti Spedisci via mail
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I due Mondi

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I Comuni hanno il compito di amministrare e gestire le cose che sono di tutti e che si trovano intorno a noi. Queste cose sono le strade, i parchi, il decoro, la salute, tutte quelle cose che possono dirsi di tutti. Ma di tutti non vuol dire di nessuno. Di tutti vuol dire nostro. La "civiltà" sta giocando una brutta partita. Arriverà molto presto un periodo difficile in cui questa "civiltà" si sarà resa conto degli sbagli che ha commesso in così poco tempo. E' stato un attimo di Mondo nel quale due generazioni schifose hanno trasformato il futuro in fine.


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Il Comune nel quale abito sta tagliando alberi per tutta la città mentre tutti i mezzi di comunicazione urlano alla gente di comperare automobili. Sembra di vivere in un incubo fatto di eventi irrazionali e suicidi.
Potrebbe accadere che la popolazione mondiale si dividerà in due schieramenti, quello ipnotizzato tranquillo e sorridente e quello risvegliato colto dal panico. Quello tranquillo continuerà a vivere così, come stiamo vivendo adesso. Quello risvegliato cercherà un rifugio lontano da questa "civiltà" presa in ostaggio da due generazioni criminali. La vita per loro non sarà facile ma sarà piena di riscoperte. Sarà una vita fatta di genuinità. Ricomincerà a credere nel futuro, forse. Ricomincerà a credere in Dio, ne sono certo. Sarà una società derisa da quella rimasta "sul mondo". Spero solo che ciascuna lascerà vivere l'altra in pace.

5/24/2008 07:09:00 PM Commenti Spedisci via mail
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I chilometri quadradi intorno alla nostra casa

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Non esistono più i chilometri quadrati intorno alla nostra casa. Sono un'area troppo vicina per essere sentita da noi durante la vita di tutti i giorni. Passiamo la domenica in centro o dai nostri amici. Molti di noi passano il sabato in un centro commerciale. Andiamo al bar dove normalmente ci si trova con tutti gli altri. Andiamo a lavorare a qualche decina di chilometri di distanza.
Trascorriamo la nostra vita in posti lontani. Se non avessimo l'automobile non li potremmo raggiungere. Se non ci fossero le automobili vivremmo oggi in un posto dove è tutto vicino. Invece è tutto lontano.
Le cose intorno a noi cambiano, ma raramente abbiamo la percezione che stia cambiando qualcosa di nostro. Viene abbattuta una vecchia caserma, viene costruito un palazzo, viene eliminato un bosco. Noi trascorriamo la nostra vita in posti lontani. Quando siamo in qualcuno di questi posti lontani vediamo intorno a noi cose che non ci appartengono. Così quando un bosco scompare è probabile che non ce ne accorgiamo, perché se era lontano non lo conoscevamo, se invece era vicino noi non c'eravamo e non ce ne siamo accorti.
Il fatto è che abbiamo la possibilità di raggiungere distanze che un tempo non si potevano raggiungere. Possiamo fare dieci chilometri di strada in pochi minuti. Ma questa lunga strada la facciamo chiusi ermeticamente in una scatola che non ci fa sentire i rumori, la temperatura, gli odori. Non abbiamo quindi la percezione di un viaggio, ma di un trasferimento quasi istantaneo. Usciamo di casa per andare in centro. Dalla casa al centro non esiste.
Questo aspetto della vita ci ha tolto oggi la percezione della realtà. La realtà è stata sostituita con cose e luoghi preparati. Abbiamo abbandonato il nostro pianeta. Stiamo vivendo su un livello superiore costruito sopra. E' possibile constatare che stiamo vivendo su un livello superiore costruito sopra non ascoltando per un paio di mesi le notizie che ci arrivano senza sosta da televisione, radio e giornali, e utilizzando bicicletta e mezzi pubblici per spostarci. Restando per due mesi in questo stato piano piano riemerge la realtà. E' come lo spegnimento improvviso di un suono assordante che dura da anni. Le nostre orecchie fischiano, ma giorno dopo giorno il fischio si attenua fino a scomparire. Ecco che riemerge la realtà che ci sta intorno, quella a nostra misura, quella intorno alla nostra casa. In base a dove si abita l'impressione potrà essere meravigliosa oppure orribile.

5/16/2008 06:10:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Automobile schiavitù

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Da ragazzo avevo la passione per le comunicazioni via radio. Diverse persone possedevano un CB, la Citizen's band, con il quale si poteva trasmettere e ricevere su una banda che consentiva l'utilizzo di 40 canali. Il CB è come una chat su internet, con la differenza che invece di scriversi con la tastiera ci si parla con la voce attraverso un microfono. La discussione avveniva rispettando una ruota che definiva l'ordine in cui le persone dovevano intervenire. Non si poteva parlare contemporaneamente. Solo uno alla volta. Così si doveva stare attenti a rispettare il proprio turno. Tutti i partecipanti disegnavano la ruota su un foglio così ciascuno sapeva a chi doveva lasciare la parola una volta terminato il suo intervento.


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Ma questo era solo l'inizio. Il CB mi appassionava sempre di più. Ad un certo punto ho cominciato a sentire il desiderio di poterlo utilizzare anche mentre ero in giro per Laveno. Così i soldi guadagnati durante il lavoro estivo, durante le vacanze scolastiche, li ho utilizzati per comperare un piccolo CB portatile. Provavo una sensazione molto forte perché potevo parlare con i miei amici quando volevo. Era un gran divertimento.
Naturalmente non tutti i miei amici possedevano un CB. Quelli che non si erano mai interessati alla radio non capivano bene perché fosse divertente. In effetti, mettendomi nei loro panni, dovevo sembrare un poco matto.
L'impressione che dovevo fare ai loro occhi forse era la stessa impressione che facevano a me le persone che utilizzavano i primi telefoni cellulari. Penso che sarà successo a molti di voi, quelli che abbiano almeno una trentina di anni. C'è stato un periodo in cui ogni tanto capitava che improvvisamente una persona cominciasse a parlare da sola. Era imbarazzante. Io non riuscivo a capire come potesse non sentirsi imbarazzata perché stava parlando ad alta voce da sola, vicino ad altre persone che erano inevitabilmente costrette ad ascoltare quello che diceva, senza poter sentire cosa rispondeva l'altro dall'altra parte del telefono.
Poi l'imbarazzo è scomparso. E' diventato normale che la gente parlasse da sola o avesse un coso nero che ogni tanto squilla a tutto volume rompendo i coglioni in treno, in tram, al bar, al cinema, a teatro, in chiesa, a scuola, in ufficio mentre ci sono le riunioni, in mensa, in piazza, in stazione, in ospedale, al supermercato, in macchina, a tavola mentre si mangia, al cimitero, dalla parrucchiera... Avrei voluto metterli tutti. Sono certo che ce ne sono ancora.
Eppure noi trentenni, che abbiamo vissuto il periodo precedente a questo periodaccio dei telefonini, diciamo che "è vero che sono fastidiosi" ma che "non si può farne a meno del telefonino", perché "serve per il lavoro", "è una comodità", "ce l'hanno tutti". E' come se qualcosa abbia trasmesso un qualche raggio magico per cui tutti pensano che il telefonino sia una cosa indispensabile.
A questo punto penso che l'uso del telefonino da parte di un'intera società deve aver necessariamente influito sulla società stessa, deve aver portato ad un qualche miglioramento, un qualche progresso. Il problema è che non riesco sinceramente a vederne. Vedo invece una certa nuova difficoltà nella comunicazione in generale, che però non credo sia causata solo dal fenomeno del telefonino.
Mi fermo qui sul telefonino e da qui incomincio sull'automobile.
Una intera società può cambiare idea su una tale questione. Una intera società può ribaltare completamente il giudizio in merito ad una tale questione. Una intera società può vivere bene senza una tale cosa, ma se quella tale cosa appare e la società la fa sua, succede che la stessa società dica che senza quella tale cosa non potrebbe vivere bene.
Se così pare anche a voi, allora possiamo proseguire con l'automobile.
Non esistono più i chilometri quadrati che circondano la nostra casa, esiste il mondo intero con migliaia di intrecci politici ed economici che stanno decidendo le sorti del nostro futuro. Queste decisioni poi si ripercuotono sui chilometri quadrati che circondano la nostra casa. Ma noi abbiamo una percezione della realtà che è molto ampia, è grandissima quanto il pianeta. Gran parte di questa realtà è accessibile a tutti noi, perché possiamo muoverci con i mezzi di trasporto. Ma la società non deve muoversi con mezzi pubblici efficienti, perché questo presupporrebbe che ci fosse un piano studiato da esperti che si occupano di migliorare il rapporto tra i popoli ed il pianeta. Un piano simile darebbe in cambio un pezzo di progresso della società mondiale e non darebbe invece nessuno sviluppo di breve termine da un punto di vista economico. Anzi, al contrario, darebbe un risparmio economico. E visto che i nostri "politici" non sono interessati al risparmio economico, che potrebbe contribuire al progresso, ma invece sono interessati al solo sviluppo di qualsiasi merda che c'è e che fa guadagnare quattrini, allora la gente deve muoversi utilizzando l'automobile.
Esattamente come per i telefonini, dell'automobile la gente crede che non si possa fare a meno. Perché con l'automobile si va a prendere il treno, si va al bar, al cinema, a teatro, in chiesa, a scuola, in ufficio, in mensa, in piazza, in stazione, in ospedale, al supermercato, al cimitero, dalla parrucchiera...
Non esistono più i chilometri quadrati che circondano la nostra casa anche grazie all'automobile.
Io ho provato a non utilizzare l'automobile e ho scoperto che almeno nel 50% dei casi utilizzare l'automobile è una vera stronzata. Prendo l'automobile per andare al bar così come telefono per dire "Sto arrivando ciao". Non vi sembra una stronzata questa telefonata? "Sto arrivando ciao" vuol dire che tra cinque o dieci minuti sei arrivato. E' una stronzata di telefonata. Così l'automobile diventa una specie di paraocchi che contribuisce, insieme ad altre cose, a far sì che i popoli non abbiano più il controllo sui chilometri quadrati che circondano le nostre case. In automobile siamo chiusi dentro una scatola che ci isola ermeticamente dalla realtà dei chilometri quadrati che stanno intorno alle nostre case.
Credo che ci stia clamorosamente sfuggendo qualcosa di importante.

5/11/2008 01:23:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Lo spazio bianco

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I nostri politici, che ogni volta andiamo a votare credendo che sia giusto scegliere tra i meno peggio, non ci parlano del futuro. Nessun politico ci parla del futuro. Eppure parlare del futuro significa fare politica. Perché la politica non ci parla del futuro? Perché è vecchia. Perché non fa politica, ma affari. Sarà ancora possibile un futuro, dopo tutto questo tempo perduto?
Dedico questo post a tutte le persone che hanno partecipato al V2-Day, a Torino e in tutte le città italiane. Sono persone che hanno lasciato andar via quella speranza di pezza costruita dalla televisione e dalle bugie. Persone che avranno forse la forza di riprendersi il futuro dando un bel calcio nel culo al peggio, al meno peggio e a tutti questi ciarlatani criminali che stanno distruggendo l'Italia.
Sono tantissime le persone che hanno deciso di reagire. Ci sono anche tantissime persone che stanno ancora decidendo che cosa fare, ma almeno hanno cominciato a pensare. Si sta creando una sorta di spazio bianco, una zona ancora neutrale in cui convergono le persone che si sono accorte di vivere all'interno di una libertà ben recintata e dalla quale vogliono uscire. E' una zona bianca neutra, dove un popolo si sta formando. Sta nascendo una generazione di giovani di avanguardia. Sono uomini e donne di venti, trenta e quarant'anni, che hanno capito che non c'è futuro se non si esce da questa "libertà" finta. Quella di oggi è una "libertà" fatta di molte condizioni mascherate da opportunità. E' una "libertà" che ci ha allontanato dal nostro futuro e quello dei nostri figli, dalla naturalità delle cose, dalla semplicità di Dio.


LO SPAZIO BIANCO

Migliaia di persone si inchinano
La grande piazza è bianca
Migliaia di cavalli lasciati scappare
Rimane solo questo grande Spazio Bianco

Prendimi con te
Sono un superstite
Non c'è più niente nelle mie valigie
Le lascerò bruciare

Prendimi con te
Sono il Futuro
Mi avevano mentito
Adesso sto scappando

Ma solo con la testa
Le mani restano li
Non servono le armi
Non servono le armi

Sollevato non posso più guidare
Ogni spinta per girare è nel vuoto
Non riesco a prendere più il domani
Sto nuotando nell'aria senza muovermi

Vedo gente che come me è sospesa
Riesce solo a respirare senza muoversi
Questo cielo sembra il mondo
Ma siamo solo delle bolle

5/04/2008 02:51:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Annozero - Primo Maggio 2008

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Ecco uno dei personaggi della "politica" italiana. Ad Annozero Sgarbi mostra tutto il suo talento. Marco Travaglio mostra un notevole autocontrollo. Santoro porta pazienza. Sgarbi è ridicolo. Buon divertimento.


Prima parte



Seconda parte



Terza parte



5/02/2008 11:34:00 PM Commenti Spedisci via mail
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La percezione della realtà

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I mezzi di informazione hanno allontanato la gente dalla realtà. La realtà è diventato tutto quello che ci raccontano i telegiornali e le trasmissioni di "approfondimento". Non esistono più i chilometri quadrati che circondano la nostra casa, esiste il mondo intero con migliaia di intrecci politici ed economici che stanno decidendo le sorti del nostro futuro. Sono intrecci così complessi e lontani che nessuno è capace di spiegare.



Ma sono intrecci così tanto pubblicizzati da essere praticamente di dominio pubblico. E' però un dominio pubblico cattivo, perché fa finta di appartenere alla gente ma la gente in realtà non lo conosce. La gente sa solo che quel dominio è la realtà. Tutto il resto non esiste più. Qualsiasi albero abbattuto, ruscello inquinato, palazzo costruito, qualsiasi oscenità collocata nei chilometri quadrati che circondano la nostra casa riesce sempre ad essere "spiegata" mescolandosi tra questi intrecci politici ed economici, fingendosi "realtà" grande e lontana.
Il risultato è che è possibile un potere che può agire sui vari chilometri quadrati che circondano le nostre case, nella totale indifferenza della gente. La gente è confusa senza saperlo. La realtà non è l'albero abbattuto sotto casa, la realtà è la guerra in Iraq. La realtà non è l'aria irrespirabile delle nostre città, la realtà sono gli stupri commessi da un marocchino. La realtà non è salire su un treno di pendolari e trovarsi schiacciati come su un carro bestiame, la realtà è che una grossa banca si è fusa con un'altra grossa banca.
Se tutta la gente del mondo, per chiedere che venga restituita loro la realtà, picchiasse nello stesso istante un piede a terra, il pianeta tremerebbe così tanto che i criminali - i criminali veri - che si sono impossessati del nostro futuro inizierebbero ad avere paura e piano piano comincerebbero a restituirci tutto quello che si sono presi in cinquant'anni.

5/01/2008 07:19:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Pubblicità al consumo

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Oggi vi confesso una mia debolezza. Sono un appassionato di film e musica del passato, di quei film e di quelle canzoni che rappresentano un periodo storico molto particolare. A volte provo invidia per le persone che hanno avuto modo di vivere nel periodo in cui nasceva la speranza. Grandi tragedie e sofferenze alle spalle. Un futuro che prometteva a tutti una vita gioiosa, piena di scoperte e di successi. Un futuro in cui ciascuno aveva nel cuore la gioia di non voler commettere nessuno degli errori del passato. Un periodo stupendo.



Oggi, però, ho visto Vacanze Romane, film del 1953 diretto da William Wyler. Nel film si possono vedere straordinari momenti di vita nel cuore della città romana. La protagonista del film, una principessa fuggita solo per un giorno dalla lussuosa ospitalità italiana, si mischia alla gente per godersi tutto ciò che la casualità di una splendida città al lavoro può offrirle in una giornata di sole.
Fino ad un certo momento trovo tutto abbastanza piacevole, anche se ho visto di meglio, ma non mi dispiace. Poi, però, mi accorgo che questi momenti di spensieratezza sono pesantemente accompagnati da una martellante pubblicità al consumo. Ho avuto i brividi. Sono stato travolto da una pubblicità che è stata diffusa decine di anni fa, quando ancora le persone consideravano il termine "consumo" come il verificarsi di una condizione negativa, ovunque si presentasse. La principessa invece era felice e questa felicità era alimentata dal fatto che poteva avere tutto quello che voleva, con quei soldi che aveva in tasca.
E' una scena assolutamente micidiale. La principessa ha in tasca mille lire, che per un italiano sono molti soldi, ma per un americano sono pochissimi, sono un dollaro e mezzo, che le consentono di comperare alcune cose: un gelato, un paio di scarpe, una nuova acconciatura di capelli... Infine vorrebbe comperare un mazzo di fiori, ma i soldi rimasti non sono sufficienti.
Nessuno a quei tempi avrebbe mai speso mille lire in quel modo. In questo film, però, viene mostrato come una ragazza possa essere ricoperta di felicità comperando cose di cui non ha effettivamente bisogno. Quella scena presenta il consumo. Il consumo che forse nessuno aveva mai conosciuto prima di averlo visto in un film.
Comincio a capire sempre di più, giorno dopo giorno, quali sono i pericoli che dovremmo imparare a riconoscere. Le generazioni passate hanno vissuto un periodo tanto magnifico quanto indifeso.
La nostra generazione deve fare evolvere le idee che possono migliorare la società e deve abbandonare quelle che alla società sono dannose. La nostra generazione deve riappropriarsi del futuro.

4/26/2008 05:37:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Il signoraggio bancario - 2

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Le banche centrali stampano soldi senza alcuna contropartita. I soldi creati dal nulla vengono prestati allo Stato. Lo Stato paga 100€ più gli interessi per mettere in circolazione una banconota da 100€. 100€ costano allo Stato 104€. Alle banche centrali 100€ costano 30 centesimi, calcolando il costo della carta, dello stampatore e delle eventuali spese interne di gestione.



Perché il denato non è di proprietà dello Stato? Una volta era lo Stato a stampare i soldi necessari all'economia interna. 100€ sarebbero costati allo Stato solamente 30 centesimi... Chi ha voluto trasferire la proprietà del denaro dallo Stato ad un gruppo di banchieri privati? Chi sono questi banchieri? Che fine fanno tutti i guadagni esorbitanti derivanti dal prestito dei soldi agli Stati?
Alcuni personaggi, quali Beppegrillo e Travaglio, parlarono con molta chiarezza di questo fenomeno. Ad un certo punto hanno smesso di parlarne e hanno anche cominciato a negare che di questo argomento siano competenti. Perché?
Il denaro é di poche persone. Il denaro é di un ristretto numero di esseri umani, banchieri di cui non si conoscono i nomi. Questi banchieri stanno forse comprando tutto quello che ci circonda?

Il denaro dovrebbe essere dello Stato. Il denaro serve per scambiarsi il lavoro, le merci, i beni. Il denaro non è un bene di per sé. Quello che si può comprare col denaro è un bene. Il denaro non può essere un bene, perché i beni non possono essere stampati e dichiarati di valore in un istante. Non esiste nella realtà un bene che acquisisce valore istantaneo perché lo ha deciso qualcuno. Una banconota da 100€ deve valere 100€ perché è stata scambiata con un bene o con un lavoro grazie al quale per 100€ è possibile godere di qualcosa. Se io lavoro per un'ora e grazie a questo lavoro ho preparato cinque torte, posso dire che per le mie competenze, le mie spese, il mio tempo e la mia fatica voglio essere ricompensato con 20€. Significa che vendo a 20€ le mie cinque torte. I soldi che ricevo posso utilizzarli per comperare un paio di pantaloni. Le torte sono un bene. I pantaloni sono un bene. 20€ non sono un bene, solo solo un pezzo di carta che serve come mezzo di scambio.
Questi banchieri guadagnano sulla vendita del denaro. Il denaro viene venduto nel vero senso della parola.
Ma a che cosa porterà questo fenomeno?
Perché subiamo in silenzio un simile declassamento del lavoro?
Se tutti quanti, per assurdo, volessimo spendere tutti i nostri soldi, dove troveremmo così tanti beni da comprare se il denaro è stato stampato senza alcuna contropartita?

4/21/2008 09:10:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Il meno peggio

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Un mio amico continua a dire che avrei dovuto votare. Questo stesso amico, contemporaneamente, dice di essere andato a votare il meno peggio. Ma che voto è il meno peggio? Chi vota il meno peggio sta dicendo che c'è qualcosa che non va, esattamente come me. Non funziona il gioco complessivo, è truccato. Non posso scommettere sul cavallo meno peggio mentre so che la corsa è truccata. Che scommessa sarebbe? Perderei in ogni caso.



Il mio amico crede ancora che votando il meno peggio ci siano più probabilità che al governo vadano persone oneste in grado di cambiare le cose. Ormai ho 33 anni, ed è da 33 anni che sento dire di gente che vota il meno peggio. Ci vuole una cosa più netta. Ci vuole un cambiamento. Ci vuole il meglio, non il meno peggio. Ci vuole il meglio per Elisa, Elisa non si merita il meno peggio. Ci vuole il meglio per tutti i bambini di oggi, vittime della politica che non si occupa del domani. Il meno peggio si occupa degli affari, il meglio si occupa di futuro, per Elisa e per tutti i bambini di oggi.
MENO PEGGIO? VAFFANCULO!

Elenco dei "politici" italiani indagati, prescritti, condannati, sospettati.

4/16/2008 09:31:00 AM Commenti Spedisci via mail




La mafia è al governo

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Anche questa volta ce l'hanno fatta. Non è una sorpresa. Praticamente tutti gli schieramenti politici hanno tra i candidati gente disonesta. In ogni caso nel governo sarebbero riusciti ad entrare i delinquenti necessari per continuare a mantenere il controllo.



Hai votato a sinistra? Al governo ci sarebbero state persone prescritte, giudicate colpevoli di uno o più reati, sospettate di essere coinvolte in affari mafiosi. Hai votato a destra? Bene! Hai vinto più di 50 criminali, tra indagati, giudicati colpevoli, sospettati di far parte della mafia. La mafia ringrazia tutti quelli che sono andati a votare, perché quelli che sono andati a votare hanno dimostrato di nuovo tutto il loro cordiale ed affettuoso appoggio.

4/15/2008 02:11:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Il Signoraggio bancario

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Tutti pensiamo che le banche centrali siano di proprietà pubblica, che il denaro stampato dalle banche e messo in circolazione sia di proprietà dello Stato, di tutti. Invece non è così. Le banche centrali stampano denaro e lo prestano agli stati. E gli stati si indebitano verso le banche, che sono private.



Sembra che ci sia una truffa colossale dietro questo meccanismo. Per il momento voglio introdurre solo la questione per poi svilupparla con dettagli anche di carattere tecnico successivamente, in nuovi post. Ho deciso infatti di dedicarmi per qualche tempo alla ricerca di informazioni proprio riguardanti il signoraggio bancario e gli effetti che questo fenomeno mondiale avrà sulla vita di tutte le persone del pianeta. Sarà quindi interessante infine capire perché sta succedendo questo e chi o cosa ci sta guadagnando.
Ecco quello che accade.
Lo Stato non può stampare soldi. Solo la banca centrale può farlo. Così lo Stato chiede alla banca di mettere in circolazione un determinato quantitativo di banconote. Queste banconote vengono prestate dalla banca allo Stato. Lo Stato in cambio consegna alla banca titoli di debito pubblico, che non sono altro che cambiali. Il titolo di debito pubblico consente alla banca di poter esigere la restituzione dallo Stato delle banconote prestate con i relativi interessi.
Proviamo a seguire una banconota da 100€ per capire meglio cosa succede.
Lo Stato chiede alla banca di mettere in circolazione una banconota da 100€.
La banca stampa la banconota al costo di 30 centesimi e la presta allo Stato.
Lo Stato promette alla banca che restituirà la banconota da 100€ più 4€ di interessi. A tale scopo lo Stato consegna alla banca un titolo di debito pubblico.
Quando lo stato dovrà restituire la banconota, però, non potrà pagare gli interessi perché la moneta che serve per coprirli non è mai stata stampata.
Così lo Stato chiede alla banca un nuovo prestito.
Questo meccanismo incredibile fa in modo che lo Stato non possa mai uscire dal debito con la banca. Ma c'è di più. Il giro che ha fatto la banconota da 100€ ha fatto sì che un pezzo di carta del valore reale di 30 centesimi abbia acquisito un nuovo valore reale di 100€, accompagnato da un ulteriore valore pari a 4€, cioè gli interessi. La banca non guadagna 4€ meno 30 centesimi di costi, ma ne guadagna 104€ meno 30 centesimi di costi. I soldi che le banche prestano agli stati non vengono chiesti a loro volta in prestito a qualcuno, non sono il guadagno di un lavoro. Sono semplicemente pezzi di carta stampati all'occorrenza dalla stessa banca. Questi pezzi di carta acquistano istantaneamente il loro valore non appena sono diventati un debito dello stato. Quando lo Stato restituirà anche solo una parte di questo debito alle banche, le banche avranno ricevuto moneta di valore reale, perché questa moneta è stata moneta di scambio di milioni di persone che hanno lavorato, oppure hanno pagato un lavoro, o hanno comprato un bene.
Tutto questo è il signoraggio bancario.

4/09/2008 10:12:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Spegnere la televisione

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Quando si è a casa con la propria famiglia possono accadere cose meravigliose. Si può dire una cosa spiritosa, si può notare un atteggiamento, si può essere tristi insieme per qualcosa, oppure felici, ci si può guardare negli occhi senza dire nulla, oppure parlare di continuo. Si può raccontare un fatto, oppure immaginarsi insieme come sarebbe la propria vita se si abitasse in una casa al mare, o in una casa in montagna, o in una città.



Potrebbero accadere cose meravigliose, se solo alzassimo la testa per pochi giorni. Siediti come al solito sul divano per guardare la televisione "insieme" alla tua famiglia. Ma invece di guardare la televisione, guarda di nascosto la tua famiglia, per tutta la sera. Vedrai una cosa orribile. Vedrai la tua famiglia immobile a fissare in silenzio un oggetto. Vedrai la tua famiglia ipnotizzata. Vedrai persone spente, morte.
La televisione ruba a tutti noi il tempo più prezioso della giornata. Quel tempo che consentirebbe ad una popolazione di sviluppare l'intelligenza e la convivenza. La televisione mantiene la società in un costante stato di ipnosi. Così la società prende col tempo una direzione che non avrebbe preso altrimenti: la direzione dei consumi a tutto campo anziché la direzione del progresso a tutto campo.
La società è impegnata a consumare. La società non scopre più. Le "nuove" invenzioni di una società in stato di ipnosi servono per sviluppare ulteriormente l'economia, non per far progredire la società stessa. Il progresso della società sarebbe infatti la probabile causa di un tracollo di molti degli attuali filoni economici, come il petrolio e l'energia, per far posto a nuove tecnologie, nuove economie, nuovi approcci più moderni, più da "futuro" come ce lo si immagina quando si è bambini. Siamo capaci di modificare geneticamente il mais, ma non siamo ancora capaci di conservare davvero l'energia elettrica. Siamo capaci di costruire microprocessori piccolissimi, ma non siamo ancora capaci di costruire veicoli per il trasporto che non utilizzino il motore a scoppio.
Dobbiamo alzare la testa. Stiamo vivendo in un periodo strano, un periodo dove non si riesce a capire se ci sarà un futuro. Per rialzare la testa io comincio dalla televisione. La spengo. Quando non riesco a spegnerla, invece di guardarla guardo di nascosto le persone che mi stanno intorno. Vedo così una cosa orribile e, contemporaneamente, mi rendo conto di quanto tempo meraviglioso ho per parlare con le persone a cui voglio bene e di come posso riprendermi questo tempo che mi appartiene.

4/05/2008 10:26:00 AM Commenti Spedisci via mail
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Da dove bisogna iniziare

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La vita è stanca, la nostra società è stanca. C'è bisogno di una rinascita. Cambiare non è difficile. Il cambiamento è vero solo se nasce dalla gente. Il segreto è pensare a sé, senza pensare agli altri. Così la vita assume un fascino nuovo, come se ci si trovi in un nuovo mondo su una nuova Terra.



La politica che ci ha governati negli ultimi 50 anni non è sostenibile, perché presuppone che vi siano risorse infinite su una Terra infinita. Lo dimostra il fatto che in Italia (per restare in casa nostra) si continuino a costruire palazzi, oppure promuovere l'acquisto di automobili sempre più grandi e potenti, e così via. Insomma, siamo stati governati e siamo tuttora governati da persone che non si sono mai poste il problema dei limiti che qualsiasi politica deve avere rispetto al fatto che l'uomo dispone della Terra e non dell'universo.
L'edilizia e la mobilità sono casi talmente evidenti che quando la politica resta fuori da questi problemi enormi dimostra tutta la sua inadeguatezza ai giorni nostri. La politica è ferma a 50 anni fa, quando le parole "sviluppo" e "progresso" venivano utilizzate per parlare della stessa cosa. I tempi sono cambiati, la politica no. E allora cosa fare?
Bisogna iniziare a cambiare le cose. La gente deve iniziare a cambiare le cose. Il problema è di tutti, non è solo della politica. La politica ha causato il problema, ma il problema è di tutta la gente. La gente può quindi fare molto perché il problema tutto sommato è sotto i suoi occhi ed è in tutte le attività quotidiane. E' come il fumo, si può smettere (io l'ho fatto con questo libro). E' la televisione, si può spegnere. E' l'automobile, si può utilizzare solo quando serve davvero. E' il consumo di prodotti, si può comprare solo quello che serve davvero. Sono i centri commerciali, si può andare al parco più vicino o fare due passi nel proprio paese salutando le persone che si incontrano.
Insomma abbiamo tra le mani un potere enorme. Abbiamo il potere di mettere in ginocchio questa politica idiota che ci sta distruggendo. Bisogna iniziare a prendere coscienza di questo potere e cominciare ad utilizzarlo, piano piano, senza cambi repentini. Facendo un passo alla volta, un cambiamento per volta costruito con il tempo necessario a ciascuno.
Non si smette di fumare improvvisamente, bisogna prima leggere il libro. Non si smette di usare improvvisamente l'automobile, bisogna prima trovare ed imparare ad utilizzare l'alternativa. Non si smette improvvisamente di guardare la televisione, bisogna prima imparare a parlare di nuovo con la propria famiglia. Non si smette improvvisamente di andare nei centri commerciali al sabato, bisogna prima riscoprire la tenerezza di un incontro casuale con un vicino quasi sconosciuto. Non si smette improvvisamente di consumare, bisogna prima imparare di nuovo a vivere.

3/30/2008 11:18:00 AM Commenti Spedisci via mail
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La plastica

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I pregi della plastica.
La plastica è incredibile perché ha un gran numero di qualità che la rendono unica. Impermeabile, resistente, pulita. Con la plastica si può trasportare il cibo e l'acqua potabile in condizioni igieniche molto buone. La plastica costa poco e la usiamo tutti per le cose più diverse. Con la plastica si possono costruire contenitori e oggetti adatti per essere utilizzati centinaia di migliaia di volte.

La plastica è resistente, anche alla natura.
A causa dell'uso che facciamo oggi della plastica, il suo maggior pregio è però anche il suo maggior difetto. Infatti la plastica è molto resistente, così resistente che, se buttata, la natura impiega centinaia di anni per assorbirla. Per questo non dovrebbe essere sprecata.

Lo spreco della plastica.
Buttare la plastica è un errore che tutti noi commettiamo ogni giorno. Molto spesso ci ritroviamo a dover buttare decine di contenitori senza rendercene conto. Tutti i giorni buttiamo contenitori di plastica vuoti che sono ancora nuovi. Sono i contenitori utilizzati per trasportare l'acqua, la verdura, la frutta. Questi contenitori sono stati utilizzati per pochissimo tempo e una sola vota. Gli stessi contenitori potrebbero essere riutilizzati per centinaia di migliaia di volte. Ma tutte le volte che torniamo a casa con acqua, frutta e verdura lo facciamo con contenitori nuovi di zecca.



(Questo simbolo impresso su un uggetto indica che il materiale di cui è costituito è riciclabile.
Non indica che l'oggetto è costruito con materiale riciclato).



Il riciclo.
Naturalmente tutti noi ci poniamo il problema dello spreco. Consapevolmente o no, molti di noi sanno già che la plastica "usata" deve essere raccolta nei bidoni della raccolta differenziata, in modo che tutto quel materiale possa essere riciclato.

Qualcosa non torna.
- Quanta della plastica raccolta viene riciclata?
- Quanta plastica NUOVA non riciclata produciamo ogni giorno?
- Cosa succede alla plastica che non viene riciclata?
- Cosa si ottiene dalla plastica riciclata?
- Le bottiglie di plastica dell'acqua sono fatte con plastica riciclata?
- I contenitori di plastica della frutta e della verdura sono fatti con plastica riciclata?

Beh, se pensiamo che tutta la plastica venga riciclata ci stiamo illudendo.
Se pensiamo che da una bottiglia di plastica riciclata si possa fare una nuova bottiglia siamo degli ingenui.
Sì perché se fosse così non sarebbe necessario immettere sul mercato tonnellate di nuovi contenitori e di nuove bottiglie di plastica ogni anno. La plastica in circolazione basterebbe per tutti gli usi alimentari e non. Invece una bottiglia di plastica diventerà la manica di un maglione di pail, oppure un pezzetto della gamba di una sedia, oppure la confezione di un telefono cellulare. Il problema è che non ci sono così tanti maglioni, sedie e confezioni da realizzare e, in ogni caso, il risultato di questo riciclo sarà un oggetto di plastica che non potrà essere ulteriormente riciclato.

Quindi, quando va "bene", il ciclo può essere questo:
PETROLIO>BOTTIGLIA>ALTRO OGGETTO>INCENERITORE>ARIA>MARI, FIUMI, POLMONI.

Ma le bottiglie sono così tante che non si riescono a utilizzare tutte per produrre nuovi prodotti in plastica non riciclabile, così vengono subito bruciate negli inceneritori, dando luogo a questo ciclo più breve:
PETROLIO>BOTTIGLIA>INCENERITORE>ARIA>MARI, FIUMI, POLMONI.

Noi possiamo fare molto, facendo poco.
Quando una persona decide di non voler più comprare l'acqua nelle bottiglie di plastica, dopo un anno dalla sua decisione ci saranno state 365 bottiglie di plastica sprecate in meno. E' un risultato incredibile! Provate a mettere 365 bottiglie di plastica nella vostra stanza...

3/26/2008 07:58:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Il Tibet

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Nella nostra società, quando si pensa che una cosa non sia giusta, è difficile trovare un appoggio alla propria idea, perché c'è sempre il sospetto che quanto si sente dire dai giornali e dalla televisione sia legato ad un interesse economico anziché ad un interesse di verità.



Le vicende della Cina e del Tibet di questi ultimi mesi ne sono un esempio. Alla gente non sta arrivando un'informazione onesta. Alla gente si sta dicendo solo che sta succedendo un casino e che i "politici" italiani hanno questa o quella opinione sul fatto di boicottare o non boicottare le olimpiadi. Così il problema diventa improvvisamente di interesse economico e su questo problema si fondano tutte le "notizie" di inerzia nei mesi successivi fino ad arrivare ad oggi. Non si sa più nulla delle due o tre vere notizie iniziali, cioè di quei pochi fatti per i quali la gente comune avrebbe l'intelligenza e la cultura per giudicare con la propria testa. Ma se la gente potesse giudicare da sola, allora forse le olimpiadi verrebbero sì boicottate, dalla gente stessa, semplicemente non comprando prodotti sponsor, non guardando le dirette televisive, tutto senza alcun controllo politico ed economico. Allora meglio nasconderli questi pericolosi fatti, creare confusione e far diventare il tutto un bel miscuglio di questioni complesse di cui soltanto delle opinioni dei "politici" si può parlare in televisione e sui giornali senza mai riepilogare chiaramente cosa è successo.
Con i Canali Di Emergenza, ho quindi cercato di raccogliere i fatti più importanti sul Tibet che hanno portato alla situazione odierna. Ringrazio come al solito Wikipedia.

Nel 1995,
viene rapita la reincarnazione del Panchen Lama, identificato da Tenzin Gyatso nella persona di Gedhun Choekyi, per sostituirlo con un usurpatore nominato dal governo cinese. Dal 1995 non si hanno più notizie né del Panchen Lama, né della sua famiglia, che ufficialmente sono posti sotto la "tutela protettiva" del governo cinese.
E' come se mentre il nostro Papa Giovanni Paolo II stava morendo, uno dei possibili successori, un uomo buono, fosse stato rapito e sostituito con un uomo nominato dal "nostro" "governo", mentre il "nostro" "governo" ci assicura che la persona rapita è tenuta in un posto segreto al sicuro...

Nel settembre 2007,
la Cina ha affermato che tutti gli alti monaci tibetani dovranno essere nominati dal loro governo, e che in futuro questi dovranno eleggere il 15° Dalai Lama, sotto la supervisione del loro Panchen Lama (il Panchen Lama è una delle due maggiori cariche lama del Tibet e massimo esponente del Buddhismo locale).
E' come se il "nostro" "governo" ordinasse che tutti i preti vengano nominati dallo Stato, per esempio da Bondi, oppure da Pezzotta, e che il prossimo Papa dovrà essere eletto da tutti questi nuovi preti, ma comunque sotto la attenta supervisione del più potente Cardinale della Chiesa...

Nell'agosto 2007,
il governo cinese ha varato un provvedimento che vieta ai monaci del Buddismo tibetano di reincarnarsi dopo la morte, a meno che il Partito Comunista Cinese non ne abbia concesso l'autorizzazione apposita.
E' come se il "nostro" "governo" vietasse per legge la resurrezione di Gesù di Nazareth...

3/23/2008 11:08:00 AM Commenti Spedisci via mail
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