Da dove bisogna iniziare

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La vita è stanca, la nostra società è stanca. C'è bisogno di una rinascita. Cambiare non è difficile. Il cambiamento è vero solo se nasce dalla gente. Il segreto è pensare a sé, senza pensare agli altri. Così la vita assume un fascino nuovo, come se ci si trovi in un nuovo mondo su una nuova Terra.



La politica che ci ha governati negli ultimi 50 anni non è sostenibile, perché presuppone che vi siano risorse infinite su una Terra infinita. Lo dimostra il fatto che in Italia (per restare in casa nostra) si continuino a costruire palazzi, oppure promuovere l'acquisto di automobili sempre più grandi e potenti, e così via. Insomma, siamo stati governati e siamo tuttora governati da persone che non si sono mai poste il problema dei limiti che qualsiasi politica deve avere rispetto al fatto che l'uomo dispone della Terra e non dell'universo.
L'edilizia e la mobilità sono casi talmente evidenti che quando la politica resta fuori da questi problemi enormi dimostra tutta la sua inadeguatezza ai giorni nostri. La politica è ferma a 50 anni fa, quando le parole "sviluppo" e "progresso" venivano utilizzate per parlare della stessa cosa. I tempi sono cambiati, la politica no. E allora cosa fare?
Bisogna iniziare a cambiare le cose. La gente deve iniziare a cambiare le cose. Il problema è di tutti, non è solo della politica. La politica ha causato il problema, ma il problema è di tutta la gente. La gente può quindi fare molto perché il problema tutto sommato è sotto i suoi occhi ed è in tutte le attività quotidiane. E' come il fumo, si può smettere (io l'ho fatto con questo libro). E' la televisione, si può spegnere. E' l'automobile, si può utilizzare solo quando serve davvero. E' il consumo di prodotti, si può comprare solo quello che serve davvero. Sono i centri commerciali, si può andare al parco più vicino o fare due passi nel proprio paese salutando le persone che si incontrano.
Insomma abbiamo tra le mani un potere enorme. Abbiamo il potere di mettere in ginocchio questa politica idiota che ci sta distruggendo. Bisogna iniziare a prendere coscienza di questo potere e cominciare ad utilizzarlo, piano piano, senza cambi repentini. Facendo un passo alla volta, un cambiamento per volta costruito con il tempo necessario a ciascuno.
Non si smette di fumare improvvisamente, bisogna prima leggere il libro. Non si smette di usare improvvisamente l'automobile, bisogna prima trovare ed imparare ad utilizzare l'alternativa. Non si smette improvvisamente di guardare la televisione, bisogna prima imparare a parlare di nuovo con la propria famiglia. Non si smette improvvisamente di andare nei centri commerciali al sabato, bisogna prima riscoprire la tenerezza di un incontro casuale con un vicino quasi sconosciuto. Non si smette improvvisamente di consumare, bisogna prima imparare di nuovo a vivere.

3/30/2008 11:18:00 AM Commenti Spedisci via mail
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La plastica

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I pregi della plastica.
La plastica è incredibile perché ha un gran numero di qualità che la rendono unica. Impermeabile, resistente, pulita. Con la plastica si può trasportare il cibo e l'acqua potabile in condizioni igieniche molto buone. La plastica costa poco e la usiamo tutti per le cose più diverse. Con la plastica si possono costruire contenitori e oggetti adatti per essere utilizzati centinaia di migliaia di volte.

La plastica è resistente, anche alla natura.
A causa dell'uso che facciamo oggi della plastica, il suo maggior pregio è però anche il suo maggior difetto. Infatti la plastica è molto resistente, così resistente che, se buttata, la natura impiega centinaia di anni per assorbirla. Per questo non dovrebbe essere sprecata.

Lo spreco della plastica.
Buttare la plastica è un errore che tutti noi commettiamo ogni giorno. Molto spesso ci ritroviamo a dover buttare decine di contenitori senza rendercene conto. Tutti i giorni buttiamo contenitori di plastica vuoti che sono ancora nuovi. Sono i contenitori utilizzati per trasportare l'acqua, la verdura, la frutta. Questi contenitori sono stati utilizzati per pochissimo tempo e una sola vota. Gli stessi contenitori potrebbero essere riutilizzati per centinaia di migliaia di volte. Ma tutte le volte che torniamo a casa con acqua, frutta e verdura lo facciamo con contenitori nuovi di zecca.



(Questo simbolo impresso su un uggetto indica che il materiale di cui è costituito è riciclabile.
Non indica che l'oggetto è costruito con materiale riciclato).



Il riciclo.
Naturalmente tutti noi ci poniamo il problema dello spreco. Consapevolmente o no, molti di noi sanno già che la plastica "usata" deve essere raccolta nei bidoni della raccolta differenziata, in modo che tutto quel materiale possa essere riciclato.

Qualcosa non torna.
- Quanta della plastica raccolta viene riciclata?
- Quanta plastica NUOVA non riciclata produciamo ogni giorno?
- Cosa succede alla plastica che non viene riciclata?
- Cosa si ottiene dalla plastica riciclata?
- Le bottiglie di plastica dell'acqua sono fatte con plastica riciclata?
- I contenitori di plastica della frutta e della verdura sono fatti con plastica riciclata?

Beh, se pensiamo che tutta la plastica venga riciclata ci stiamo illudendo.
Se pensiamo che da una bottiglia di plastica riciclata si possa fare una nuova bottiglia siamo degli ingenui.
Sì perché se fosse così non sarebbe necessario immettere sul mercato tonnellate di nuovi contenitori e di nuove bottiglie di plastica ogni anno. La plastica in circolazione basterebbe per tutti gli usi alimentari e non. Invece una bottiglia di plastica diventerà la manica di un maglione di pail, oppure un pezzetto della gamba di una sedia, oppure la confezione di un telefono cellulare. Il problema è che non ci sono così tanti maglioni, sedie e confezioni da realizzare e, in ogni caso, il risultato di questo riciclo sarà un oggetto di plastica che non potrà essere ulteriormente riciclato.

Quindi, quando va "bene", il ciclo può essere questo:
PETROLIO>BOTTIGLIA>ALTRO OGGETTO>INCENERITORE>ARIA>MARI, FIUMI, POLMONI.

Ma le bottiglie sono così tante che non si riescono a utilizzare tutte per produrre nuovi prodotti in plastica non riciclabile, così vengono subito bruciate negli inceneritori, dando luogo a questo ciclo più breve:
PETROLIO>BOTTIGLIA>INCENERITORE>ARIA>MARI, FIUMI, POLMONI.

Noi possiamo fare molto, facendo poco.
Quando una persona decide di non voler più comprare l'acqua nelle bottiglie di plastica, dopo un anno dalla sua decisione ci saranno state 365 bottiglie di plastica sprecate in meno. E' un risultato incredibile! Provate a mettere 365 bottiglie di plastica nella vostra stanza...

3/26/2008 07:58:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Il Tibet

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Nella nostra società, quando si pensa che una cosa non sia giusta, è difficile trovare un appoggio alla propria idea, perché c'è sempre il sospetto che quanto si sente dire dai giornali e dalla televisione sia legato ad un interesse economico anziché ad un interesse di verità.



Le vicende della Cina e del Tibet di questi ultimi mesi ne sono un esempio. Alla gente non sta arrivando un'informazione onesta. Alla gente si sta dicendo solo che sta succedendo un casino e che i "politici" italiani hanno questa o quella opinione sul fatto di boicottare o non boicottare le olimpiadi. Così il problema diventa improvvisamente di interesse economico e su questo problema si fondano tutte le "notizie" di inerzia nei mesi successivi fino ad arrivare ad oggi. Non si sa più nulla delle due o tre vere notizie iniziali, cioè di quei pochi fatti per i quali la gente comune avrebbe l'intelligenza e la cultura per giudicare con la propria testa. Ma se la gente potesse giudicare da sola, allora forse le olimpiadi verrebbero sì boicottate, dalla gente stessa, semplicemente non comprando prodotti sponsor, non guardando le dirette televisive, tutto senza alcun controllo politico ed economico. Allora meglio nasconderli questi pericolosi fatti, creare confusione e far diventare il tutto un bel miscuglio di questioni complesse di cui soltanto delle opinioni dei "politici" si può parlare in televisione e sui giornali senza mai riepilogare chiaramente cosa è successo.
Con i Canali Di Emergenza, ho quindi cercato di raccogliere i fatti più importanti sul Tibet che hanno portato alla situazione odierna. Ringrazio come al solito Wikipedia.

Nel 1995,
viene rapita la reincarnazione del Panchen Lama, identificato da Tenzin Gyatso nella persona di Gedhun Choekyi, per sostituirlo con un usurpatore nominato dal governo cinese. Dal 1995 non si hanno più notizie né del Panchen Lama, né della sua famiglia, che ufficialmente sono posti sotto la "tutela protettiva" del governo cinese.
E' come se mentre il nostro Papa Giovanni Paolo II stava morendo, uno dei possibili successori, un uomo buono, fosse stato rapito e sostituito con un uomo nominato dal "nostro" "governo", mentre il "nostro" "governo" ci assicura che la persona rapita è tenuta in un posto segreto al sicuro...

Nel settembre 2007,
la Cina ha affermato che tutti gli alti monaci tibetani dovranno essere nominati dal loro governo, e che in futuro questi dovranno eleggere il 15° Dalai Lama, sotto la supervisione del loro Panchen Lama (il Panchen Lama è una delle due maggiori cariche lama del Tibet e massimo esponente del Buddhismo locale).
E' come se il "nostro" "governo" ordinasse che tutti i preti vengano nominati dallo Stato, per esempio da Bondi, oppure da Pezzotta, e che il prossimo Papa dovrà essere eletto da tutti questi nuovi preti, ma comunque sotto la attenta supervisione del più potente Cardinale della Chiesa...

Nell'agosto 2007,
il governo cinese ha varato un provvedimento che vieta ai monaci del Buddismo tibetano di reincarnarsi dopo la morte, a meno che il Partito Comunista Cinese non ne abbia concesso l'autorizzazione apposita.
E' come se il "nostro" "governo" vietasse per legge la resurrezione di Gesù di Nazareth...

3/23/2008 11:08:00 AM Commenti Spedisci via mail
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Mangiamoci tutto

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Sulla Terra siamo davvero in tanti. Alcuni illuminati avevano già previsto negli anni 70 che ci sarebbe stato un problema di sovrappopolazione. Eppure i nostri politici continuano a raccontarci che deve riprendere la crescita demografica. Forse i nostri politici nascondono un nuovo pianeta in cantina...



Pensate che già nel 1972 venne pubblicato un rapporto intitolato I limiti dello sviluppo a cura del Club di Roma nel quale si sottolineava che la Terra non è in grado di far fronte ad un aumento incontrollato della popolazione. Contemporaneamente la Chiesa e la politica invitavano tutti a fare figli, tanti figli. C'è da farsi venire un bel mal di testa a sentire tutte le grandi personalità che hanno avuto modo di mettere il becco nelle questioni della società e della politica.

Demografia d'Italia

Clicca l'immagine per visualizzare il grafico completo su Wikipedia.

La popolazione è in continuo aumento, dal 1960 ad oggi. Certo questo non significa che gli italiani fanno sempre più figli, ma non è questo il punto. Il punto è che la popolazione in Italia è in continua crescita. Non smette di crescere. Siamo in tanti e sempre di più. Ma dove vogliamo arrivare?

Più siamo e più consumiamo.
Più persone fanno parte di un gruppo e più IL GRUPPO consuma. E' come la questione delle dieci michette su un tavolo: il pane è sufficiente per un gruppo di dieci persone, ma se le persone diventano venti allora ci vogliono venti michette. Più siamo e più consumiamo. Fare crescere la popolazione significa far crescere i consumi. A questo punto è ovvio l'obiettivo dei nostri "politici" quando ci raccontano che deve "riprendere" la crescita demografica. Una cosa del genere può dirla solo una persona ormai stanca di guardare oltre. Dobbiamo smetterla di legare i problemi a fattori legati al consumo, perché ormai hanno capito tutti che è una follia. Aumentare i consumi significa aumentare tutti i più grossi problemi che affliggono la nostra società e la nostra Terra: inquinamento, qualità della vita, lavoro, ambiente, casa, energia, caro vita, e chi più ne ha più ne metta perché ci stanno davvero tutte...

Più siamo e più pensioni non paghiamo.
I nostri "politici" ci raccontano che dobbiamo fare più figli perché così possiamo sostenere il sistema pensionistico. Ma se facciamo più figli, i politici della prossima generazione avranno lo stesso problema che abbiamo adesso, amplificato per la crescita messa in atto. E' il concetto stesso di sviluppo che non può funzionare. Il sistema pensionistico non si può basare sul fatto che ci sono più nascite che morti, perché è una follia. Non possiamo crescere all'infinito. Dovrebbe essere pensato in modo da consentire alle persone anziane una vita normale, in umiltà, perché non possono più lavorare, non perché devono diventare consumatori doc. Poi, i soldi messi da parte non devono essere sprecati. Applicando un controllo sulla natalità è possibile risolvere il problema nel tempo di una generazione.

Per non mangiarsi tutto.
E' assolutamente prioritario per il nostro pianeta mandare in clinica quelli che dicono che deve riprendere la natalità. Sulla Terra siamo in tanti, tantissimi. Un controllo sul consumo delle risorse può partire soltanto da un controllo sullo sviluppo della popolazione. Certo anche il controllo sugli sprechi può dare una mano, ma non può essere l'unica politica in atto. Noi sappiamo di avere un problema di risorse in esaurimento e non possiamo rispondere che deve crescere la natalità, perché se rispondiamo così, vuol dire che stiamo seguendo interessi di breve termine, vuol dire che dobbiamo farci da parte.

3/15/2008 12:07:00 PM Commenti Spedisci via mail
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L'economia

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E' l'economia che sta decidendo le sorti dei nostri figli.
I genitori che oggi crescono un figlio non sanno cosa gli riserverà il futuro.
I genitori di questi genitori lo sapevano, sapevano che sarebbero stati più fortunati di loro...



Quantomeno ne avevano la speranza. Oggi invece sembra che questa speranza non ci sia e che, anzi, ci sia la certezza che i nostri figli staranno peggio di noi. Mi viene da sorridere mentre scrivo perché mi rendo conto di quanto sia evidente che i nostri figli staranno peggio, a meno che non succeda un miracolo.
Molti dicono che è stata l'economia a causare questa situazione. Credo che non sia vero. Naturalmente non ho la pretesa di essere certo di quanto sto per dire, ma mi sembra che se l'economia fosse stata ascoltata per intera sarebbe emerso subito un problema.
Sentite cosa dice la grande Wikipedia sull'economia:
dice che è "la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione".
Avete sentito? Ha detto "risorse limitate"!
Ma che vergogna. Via subito quel pezzetto di frase. Siamo pazzi? Così l'economia ne risentirebbe gravemente!
è "la scienza che studia le modalità di allocazione di risorse tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione": Così va meglio.

Il concetto è semplice. Facciamo finta di avere 10 michette su un tavolo.

Una michetta serve per sfamare una persona.
Intorno al tavolo ci sono 10 persone.
C'è pane per tutti.
Una michetta vale tanto quanto una persona sfamata.
Trasformando questo valore in euro, ipotizzando che la sazietà di una persona valga 20 centesimi, diciamo che una michetta costa 20 centesimi.

Ad un certo punto le persone diventano 20.
Quindi ci sono 10 persone in più intorno al nostro tavolo.
E' aumentata la domanda del pane. Cioè più persone rispetto a prima dicono: "Ho fame, voglio il pane".
Allora sul tavolo devono esserci 10 michette in più, così di nuovo c'è pane per tutti e il suo valore non cambia.
Invece oggi succede che sul tavolo ci sono solo 5 michette in più, così 5 persone restano senza.

Questo è il fenomeno che dobbiamo comprendere per sapere dove stiamo andando.

3/08/2008 11:17:00 AM Commenti Spedisci via mail
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Io non vivo. Consumo!

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"Per consumo si intende qualsiasi attività di fruizione di beni e servizi da parte di individui, di imprese o della pubblica amministrazione che ne implichi il possesso o la distruzione materiale o la distruzione figurata (nel caso dei servizi)".
Questa è la definizione del termine consumo secondo Wikipedia.



Sempre più spesso si sente utilizzare dai media questo termine per rappresentare il lasso di tempo in cui un fatto sta accadendo. Mentre per le strade si consumava la festa di capodanno, molti cittadini sospettavano che ci fossero alcuni politici in parlamento a inserire qualche parola in un testo di legge che da lì a qualche giorno sarebbe stato votato.
Un ragazzo è scampato per miracolo all'esplosione di un grosso petardo. Stava consumando una birra insieme ad alcuni amici, quando all'improvviso una violenta esplosione si è consumata a poca distanza dal proprio tavolo.
I consumi sono in calo. Le famiglie non arrivano alla quarta settimana del mese. Nel frigorifero il latte sta per scadere, bisogna consumarlo.
Secondo me è un problema se alla società viene imposto l'uso di questo termine a queste condizioni.
Sì perché questa imposizione contiene in sé quello che siamo diventati senza rendercene conto.
Venite un attimo con me, in alto, dove le persone sembrano puntini neri ma si riconoscono ancora.
Siamo piccole formiche in un gigantesco, spaventoso formicaio. Il formicaio produce in continuazione, senza sosta. Il formicaio consuma tutto quello che produce. Risorse infinite ci vogliono per alimentare il formicaio.
Forse oggi qualcuno lo ha capito, ma fino ad oggi siamo cresciuti con la certezza del nostro mondo, di una terra generosa e infinita.
Ancora oggi la televisione ci racconta che il tetrapak rispetta l'ambiente, che possiamo bere (consumare!) quando ci pare una aranciata e buttarne via la lattina vuota e nuova di zecca, che possiamo utilizzare la nostra auto quando ci pare perché tanto c'è la benzina che la fa andare.

Voglio cercare di fare un passo indietro.
Non voglio consumare un bicchiere di birra, voglio berla.
Voglio avere rispetto per tutte le cose, non voglio consumarle.

2/29/2008 11:20:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Distillata per tutta la vita

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Noi non lo sappiamo, naturalmente, ma bevendo acqua minerale per tutta la vita comprata al supermercato mettiamo a rischio la nostra salute. Infatti, in molti casi, l'acqua che beviamo è talmente depurata che è come se bevessimo acqua distillata...



Avevo letto un'inchiesta di Altroconsumo, una rivista indipendente che si occupa dei diritti del consumatore.
Vedo due problemi nell'acqua minerale comprata al supermercato.
Il primo problema riguarda la salute.
Insomma dissetiamo per tutta la vita il nostro organismo con acqua che, stando all'inchiesta, in alcuni casi è paragonabile all'acqua distillata. Noi la compriamo senza preoccuparcene. La nostra scelta avviene solo in base al costo e alla forma della bottiglia. Vogliamo comprare l'acqua perché ci hanno sempre detto che è più buona di quella del rubinetto. Eppure l'inchiesta mostra che questo non è quasi mai vero.

Il secondo problema riguarda l'enorme quantità di bottiglie di plastica che vengono prodotte, utilizzate per qualche giorno e poi buttate via nuove di zecca.
Naturalmente questo è quello che più mi preoccupa.

Anche questa volta voglio fare qualche conto.
Supponiamo che ciascuno di noi beva un litro di acqua al giorno e che lo faccia a casa, aprendo il frigorifero.
Vuol dire che beviamo 7 litri di acqua alla settimana, che corrispondono a circa 5 bottiglie (per arrotondare).
In un mese fanno 20 bottiglie.
In un anno fanno 240 bottiglie.
Provate a mettere 240 bottiglie nella vostra camera da letto...

Il discorso è sempre lo stesso. Io faccio finta che non vi sia la possibilità di buttare tutte queste bottiglie nuove di zecca e che, quindi, debba occuparmi della loro collocazione una volta che siano state svuotate.
Ad un certo punto mi renderei conto che non posso continuare a utilizzare una bottiglia diversa ogni giorno.
Quindi cercherei un'alternativa, ad esempio proverei a riutilizzarla (ma pensa!): una bottiglia di plastica è resistente più di quella di vetro, è leggera, non si rompe, è facile da trasportare piena, sarebbe facilissimo trasportarla vuota per riepirla nuovamente.
Se il supermercato ritirasse i vuoti di plastica per riutilizzarli (non per riciclarli, che è una grossa cazzata!), avremmo risolto il problema con estrema facilità.
Ma non è possibile, e nessuno ci spiega il perché...
Comunque al supermercato l'acqua in bottiglia di vetro è una delle acque meno costose, da tutti i punti di vista, anche dal punto di vista economico.
Al momento è l'unica alternativa.

2/28/2008 06:01:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Le abitudini

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Cambiare le proprie abitudini non è facile, perché fanno parte della nostra vita. Cambiare alcune abitudini può perciò diventare interessante, perché il cambiamento viene percepito come una rivoluzione.
Mi ricordo molto bene la prima volta in cui ho ripensato seriamente ad una mia abitudine che era sbagliata. Forse lo fanno in molti.



Mi lavavo i denti in questo modo sbagliato:
- entravo in bagno e mi mettevo davanti al lavandino,
- aprivo l'acqua,
- impugnavo lo spazzolino con la mano destra
- sciacquavo lo spazzolino,
- mettevo un poco di dentifricio sullo spazzolino,
- mettevo via il dentifricio e mi tenevo appoggiato al mobile del bagno con il braccio sinistro
- mi lavavo accuratamente i denti,
- mi sciacquavo la bocca,
- sciacquavo lo spazzolino,
- mettevo a posto lo spazzolino e il dentifricio,
- mi asciugavo,
- chiudevo l'acqua,
- uscivo dal bagno.


Beh, sembra tutto a posto, tranne il fatto che durante questo lavaggio l'acqua che è effettivamente necessaria è una piccolissima percentuale rispetto a tutta quella che finiva diretta nello scarico, nuova, lucente come un cristallo.
Per non sprecare tutta quell'acqua, basta vedere la mano sinistra come lo strumento che serve per dosare l'acqua necessaria durante il lavaggio dei denti. Cioè anche la mano sinistra ha un ruolo attivo in questa operazione, così come ce l'ha la mano destra.


Uno dei nemici del nostro pianeta è molto piccolo, come questa abitudine sbagliata.

2/23/2008 09:30:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Visione d'insieme del futuro

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Mi trovo all'interno di un treno detto TAF, che significa Treno ad Alta Frequentazione. E' un treno dal design moderno. E' quel treno che da piccolo mi immaginavo di vedere nel mondo del futuro.
Da piccolo mi immaginavo un mondo del futuro fatto di nuove invenzioni visibili nelle città, cioè mi immaginavo di vedere dappertutto delle cose nuove.



Facevo sempre finta di essere un visitatore che viene dal passato e che, quindi, si trovava a visitare un posto pieno di novità.
Questo treno lo avevo visto. Era un treno chiaro dalla forma affusolata che volava tra i grattacieli silenzioso e pulito come una rondine.
Molte delle cose che allora sembravano fantascienza oggi sono reali, ma non sono belle come le vedevo. Sono in un contesto molto diverso.
E' come se alcune delle cose con le quali viviamo siano cresciute insieme al tempo che va verso il futuro, mentre altre siano rimaste ferme o addirittura siano andate indietro.
Sì perché in questo istante mi trovo all'interno di un treno detto TAF, che avevo visto nel futuro quando ero piccolo, ma dal finestrino vedo un paesaggio squallido fatto di resti quasi postatomici di natura.
Forse quando si è bambini si ha una visione di insieme del futuro che diventa parziale quando si diventa operai, impiegati, costruttori, imprenditori, politici, banchieri.

2/15/2008 04:22:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Canali di emergenza

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Non mi fido dei media, perché non mi dicono come stanno davvero le cose. La televisione, i giornali, le radio, sono ormai un prodotto omologato che serve per mantenere la società in un costante stato di ipnosi.
La gente che abita e lavora intorno alle grandi città è costretta tutti i giorni, per due volte al giorno, alla tortura disumana del viaggio in automobile. Sto parlando di uscire di casa alle 7:30, entrare in macchia, partire, fare 50 metri e fermarsi in attesa che la coda gli consenta di proseguire a passo d'uomo. Durante questo viaggio, che mediamente dura 30 minuti, si è costretti ad un costante livello di tensione per il quale tutte le macchine che stanno davanti, dietro, a destra e a sinistra, diventano degli oggetti nemici che ostacolano il viaggio verso il luogo di lavoro. Ogni rallentamento superfluo, anche il più insignificante, diventa motivo di tensione ulteriore. Le gambe cominciano a diventare fredde e pesanti. Si arriva così in ufficio già stanchi. Ma non ci si fa caso, perché incomincia il lavoro e bisogna comunque concentrarsi su questo.
La giornata lavorativa volge poi al termine e il viaggio riprende al contrario, ma alle stesse condizioni. Tutto questo tutti i giorni, per due volte al giorno, di tutte le settimane, di tutti i mesi di chissà quanti anni.
Perché nessuno dice niente? Perché nessuno ne parla come di un problema grave?
Facciamo finta che non esista la televisione.
La gente torna a casa e si ritrova con la propria famiglia. Dopo cena va' a letto se è stanca, discute di qualcosa di importante se c'è da discutere di qualcosa di importante, tromba se ha voglia di trombare... In alternativa, visto che reputo improbabile che rimanga in fissa su un oggetto qualunque della casa senza dire una parola per 2 ore, esce, va fuori, scende e si ritrova per caso con altre persone che sono uscite per lo stesso motivo.
Voglio dire che in questo caso ci sarebbe una piazza abitata dalle persone che si stanno godendo una serata come tante altre e con molta semplicità farebbero chiacchierate.
Io penso che in questo scenario vi sarebbe una coscienza condivisa del problema
Passati i mesi la gente sarebbe incazzata nera e forse succederebbe qualche cosa.
Invece esiste la televisione.
La gente torna a casa e si ritrova con la propria famiglia. Dopo cena va' a letto se è stanca, discute di qualcosa di importante se c'è da discutere di qualcosa di importante, tromba se ha voglia di trombare... In alternativa, visto che reputo improbabile che esca di casa per incontrare altra gente, resta in fissa su un oggetto in salotto senza dire una parola per 2 ore.
La televisione mostra costantemente realtà della vita che non sono quelle che stiamo vivendo. Le pubblicità delle auto sono sempre ambientate in città vuote o nel deserto o in montagna. Le trasmissioni di politica trattano sempre e costantemente problemi che sono grossi, sempre molto grossi, etici, di economia, mai di problemi vicini al proprio lavoro e alla propria vita.
Ecco.
Così succede che la gente non ci pensa di avere un problema che si potrebbe risolvere.
Nessuno ne parla. Non c'è.

2/13/2008 09:29:00 PM Commenti Spedisci via mail
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Ecco a voi un altro blog

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Con questo, forse, lascerò dentro Internet qualche pezzo della mia vita.
E' come avere un diario segreto, ma al contrario.
Non so ancora in che modo questo blog cambierà l'approccio al mio tempo libero.
Resto a guardare e vi farò sapere.
Intanto vi presento due video che ho trovato su Youtube che spiegano cosa è un blog e come è possibile crearne uno come questo.
Sono certo che almeno un paio di miei amici apprezzeranno...



2/12/2008 10:40:00 PM Commenti Spedisci via mail
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