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"Caro Salvatore, ho scoperto che esiste un livello molto alto al quale non possiamo accedere. Ci sono però alcune persone che stanno proprio li, a quel livello, davanti alle leve che pilotano le cose della Terra. Stanno facendo cose terribili da almeno 50 anni. Noi siamo sempre presi dalle nostre cose, la nostra famiglia, il nostro lavoro, le piccole soddisfazioni che ci fanno sentire liberi. Ma quando restiamo soli, sale una forza e una consapevolezza della realtà che non conoscevamo. Io so che una lacrima vale più di un sorriso. Per Elisa, la mia nipotina, e per le tue bimbe, possiamo fare molto."
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Lucio Assi sull'indebitamento.
"Da piccolo sono cresciuto con mia nonna nella “profonda” Brianza, permeato da quella cultura campagnola post-bellica del risparmio “ul tegn a man”, del riciclo e dell’usa e ripara. In quegli anni nessuno parlava di problemi causati dallo spreco delle risorse, ma il risparmio - quello intelligente, non quello del tirchio - era una questione culturale. Il debito, allora, non si sapeva nemmeno cosa fosse. Non rientrava neanche nell’anticamera del cervello di indebitarsi! Si acquistava solo se si aveva il denaro sufficiente, altrimenti si rinunciava. Era, di nuovo, una questione culturale. Anche oggi non sappiamo nemmeno cosa sia il debito, ma non riusciamo a farne a meno. Come mai?
In natura tutto ciò che resta immobile si decompone. Ci metterà 2000 anni o un’ora ma si decompone. Il debito no. Qualsiasi cosa tu faccia il debito resta lì, non deperisce.
Se il pollaio di mia nonna fruttava 1 uovo al giorno si organizzava per utilizzarne la quantità giusta settimanalmente. Poteva mia nonna mangiare 4 uova al giorno? No. Poteva chiederle in prestito al pollaio? No. Poteva forse chiederle in prestito ai vicini, ma se lo avesse fatto e i suoi vicini avessero accettato, in ogni caso qualcuno sarebbe rimasto senza uova. Le uova non sarebbero nate per magia solo perché mia nonna ne voleva in prestito.
Se lo Stato italiano avesse chiesto a mia nonna di consumare il 110% della sua autoproduzione mensile di uova, mia nonna avrebbe pensato che lo Stato italiano è scemo! Avrebbe detto: "Ma scusa, Stato italiano, se io normalmente mangio 100 uova e tu mi dici che posso mangiarne il 10% in più, significa che ne devo mangiare 110 nonostante io abbia una produzione da 100. Significa che qualcuno me ne deve prestare 10. Passi il primo mese. Ma il secondo? Se dovrò restituire le 10 uova vuol dire che, il mese successivo, ne dovrò mangiare di meno, cioè 90. E allora? che senso ha? Non è meglio mangiare normalmente?"
Dunque sarebbe stata una cosa completamente inutile e anche svantaggiosa, se consideriamo anche il pagamento di un interesse.
Perché, allora, oggi ci si indebita?
Un mio amico vuole sempre pagare con la carta di credito (debito). Così paga il mese dopo. Ma se spendo 1100 euro e lo stipendio è di 1000... Che senso ha? "Nel frattempo mi arriva lo stipendio!"... Ma che senso ha? Non è meglio risparmiare fino a quando posso permettermi di acquistare ciò di cui ho bisogno?
Quello che occorre tornare a capire, secondo me, per evitare di cadere nel tranello del debito, è che se non riesco a risparmiare, a maggior ragione, non potrò pagare il debito. Sembra una banalità, vero?
Il problema è che oggi il risparmio non c’è più, è stato sostituito dal debito. Il debito ha sostituito la moneta. Oggi la moneta è il debito e il debito continuiamo a non sapere che cosa sia."
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Viviamo con l'illusione che il nostro lavoro ci rende liberi. A volte sacrifichiamo la nostra famiglia perché ci sentiamo più vivi quando siamo al lavoro e meno vivi quando siamo a casa. Abbiamo la sensazione di vivere due realtà nette, distinte, due realtà che risucchiano completamente i nostri giorni. Mister Adams questo lo aveva capito molto bene.
"Sono stato un padre poco presente, lo so, e questo è uno dei miei torti maggiori. Ma per quanta amarezza possa sentire per il mio comportamento nei tuoi confronti, esso non è stato il mio errore più grande. Quando sei venuta al mondo io avevo già 40 anni ed avevo da poco assunto incarichi di grande responsabilità. In quegli anni, il circuito bancario era in forte espansione, il capitale era in aumento. La mia ascesa nella gerarchia finanziaria mi riservava sempre meno tempo da dedicare a tua madre. E il tenore di vita che potevo altresì garantirle era tale che la sua riconoscenza e il suo attaccamento nei miei confronti non accennavano a diminuire. Ma il tempo passava in fretta, io ero sempre in viaggio per concludere accordi con altri istituti di credito. E tua madre iniziava a sentire che l'agio e il lusso che si poteva concedere non le bastavano. Voleva che mantenessi quella promessa che ci eravamo fatti 10 anni prima, quando eravamo una giovane coppia di innamorati che volevano gustare l'esistenza nella sua pienezza: restare innamorati della vita."
"Dammi la mano Mi sembra che voli Ma dove vai
Un cielo invisibile Ricopre il tuo viso Sei sempre più estranea
Arriva un tale Mi offre un bicchiere Mi scordo di te
Mi sento leggero Arrivo ad odiarti Ma poi mi manchi"
ilym
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Guardate un altro bellissimo caso di censura tutta italiana. Al termine di una puntata di una orrenda trasmissione della rai, il di qualcuno Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ospite della puntata, effettuava un giro per lo studio per stringere le mani degli spettatori presenti. Una splendida donna rifiuta con semplicità. Ecco, sembra un episodio di poco conto ma non lo è. Questo è uno di quegli episodi che fanno capire che la gente informata è sempre più numerosa. La gente sta aprendo gli occhi. Più si andrà avanti e più gli organi di "informazione" faranno censura e a mano a mano che aumenta la censura aumenta anche la gente informata. La censura è un'arma di difesa. Quando vedete censura, siate contenti! Dove c'è censura ci sono occhi aperti.
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Iniziamo bene. Dopo qualche mese di lavoro sullo spettacolo "I Signori del Debito", che racconta alcuni importanti fatti che riguardano il signoraggio bancario, ci siamo ritrovati con l'account Google disattivato. Si tratta di un account che abbiamo creato appositamente per gestire e mantenere al sicuro tutti i contenuti dello spettacolo, i testi recitati, i testi cantati e i documenti di supporto. Da qualche giorno, se proviamo ad accedere a Google, il risultato è il seguente: "Spiacenti, il tuo account è stato disattivato."

Entrando nella sezione di aiuto suggerita dal messaggio in rosso, si può leggere questa inquietante frase: "Quando rileviamo un'attività sospetta su Gmail, potremmo disattivare temporaneamente l'accesso mentre verifichiamo la situazione. Attendi 24 ore prima di accedere nuovamente a Gmail."
Possibile che qualche testo che parla di fatti sul signoraggio bancario possano indurre a pensare che si stia svolgendo un'attività sospetta? Siamo già a questo punto?
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Anna è la figlia di un importante funzionario bancario. Anna non ha mai perdonato suo padre per essere stato lontano da lei. Anna non ha mai avuto un padre. Anna è una persona come noi, è speciale nella realtà raggiungibile. All'età di 35 anni Anna ha cominciato a sentire che qualcosa non quadra, senza tuttavia riuscire ad identificare che cosa. Il padre di Anna, un giorno, decise di scrivere una lettera per confessarle tutto... Noi viviamo in una condizione che non riusciamo a capire. La nostra condizione sembra una condizione di libertà. Sentiamo di poter avere tutto perché l'insieme del "tutto" che conosciamo contiene cose che si possono acquistare con il denaro. "Ogni cosa" si può comprare con il denaro. Se si prova a pensare a qualcosa che non si può comprare con il denaro vengono in mente valori interiori e utopie. Anna si è accorta che c'è un inganno da qualche parte, un grosso inganno che sta mantenendo il controllo sulle potenzialità del Rinascimento. Il padre di Anna è stremato dai continui rimorsi ed è pentito di ciò che ha fatto nella sua vita, e con una lettera avverte sua figlia dell'inganno nel quale tutto il Mondo è costretto a vivere. "Cara Anna, è giunto per me il momento di non tacere più. E' giunto per me il momento di raccontare a tutti la verità. Una verità che ho taciuto per decenni. Sono complice del più grande raggiro che sia stato mai fatto nei confronti dei lavoratori e dei cittadini dell'occidente, retrocessi oggi a semplici debitori..."
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Per tutte le nostre cose occorre la serenità, uno stato interiore che fa puntare in avanti. Senza la serenità l'individuo reagisce in modo personale. Quando la serenità viene a mancare aumenta la sensibilità verso le cose. Si diventa più deboli. In questi momenti bisogna sfruttare ogni occasione, perché ogni sensazione è amplificata. Stavamo parlando dell'indebitamento. Ho scoperto molte cose a riguardo e ve lo voglio raccontare. Sono cose piuttosto dure. L'indebitamento è una prerogativa della società di oggi. La schiavitù non è mai scomparsa e scopriremo presto il perché. Dal prossimo post comincerò a parlare di Mister Adams, un uomo che ha dedicato la sua vita a servire un sistema bancario che lo ha portato ad essere complice della più grande truffa di tutti i tempi. La serenità è un'arma a doppio taglio. E' importante, ma bisogna stare attenti a non rinchiudersi in una cella dorata. Guardatevi intorno, non guardate fissi in una direzione. Staccatevi dallo schermo e curiosate fuori dalla finestra. Non sottovalutate quello che si vede dalla vostra finestra. Quella è la realtà. La realtà è quello che ci circonda. La nostra realtà è tutto ciò che è raggiungibile dal nostro corpo.
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Questo blog inizierà a parlare di indebitamento. Ciascuno di noi ha acquistato almeno una volta nella sua vita un bene facendo un debito. In generale la società ha assimilato bene la cosa e la considera tutto sommato positivamente. Dietro, però, si nasconde un meccanismo molto pericoloso che noi non vediamo perché siamo abituati a misurare il valore delle cose con il denaro. Al recupero delle informazioni ed alla presentazione dei contenuti sull'argomento, parteciperanno anche Luca Tessaro e Lucio Assi.
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Ormai facciamo cose deliranti. Il prezzo di un bene non è più legato né alla quantità e né alla qualità. Scegliamo una mozzarella al Carrefour perché costa meno rispetto alle altre e scopriamo che arriva dalla Francia. Ci troviamo in provincia di Varese. Vicino a Varese ci sono aziende che producono mozzarelle. Il costo che sostengono queste aziende per produrre le mozzarelle è lo stesso costo che viene sostenuto dalle aziende francesi. Le mozzarelle francesi hanno però un problema: sono in Francia. Devono quindi essere trasportate con un camion per centinaia di chilometri. Le mozzarelle francesi devono quindi sostenere il costo aggiuntivo del trasporto. Ma costano meno. Scegliamo di mangiare al ristorante Ciao di Autogrill perché è possibile acquistare il menù fisso a circa 7.00 €. Il menù fisso consente di scegliere solo la pasta alla carbonara, la braciola e l'insalata. Decido di non prendere l'insalata perché preferisco mangiare la verdura da sola in un'altra occasione. Arrivo alla cassa per pagare. La cassiera afferma che non posso usufruire del menù fisso perché non ho preso il contorno. Devo quindi pagare 10.40 €, cioè il normale costo del primo e del secondo.
Grazie Carrefour, grazie Autogrill! La Terra ha bisogno di voi come io ho bisogno di mangiare i sassi. L'economia non esiste più da molto tempo, è sotto gli occhi di tutti. Qualche organo di informazione ce ne parli, per favore!
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Sono da due giorni all'Università degli Studi di Milano Bicocca per partecipare all'evento INNOVEXPO2015. Fino a ieri ero molto contento perché mi pareva di partecipare ad uno di quegli eventi in cui si può sentire parlare di progresso. Oggi è il secondo giorno e la parola progresso non l'ho letta né sentita da nessuna parte. Perché? Ci sono alcuni piccoli stand nei quali vengono distribuiti gratuitamente libri editi da Il Sole 24 ore. Ecco i titoli: "Il libro verde sull'innovazione", "La cultura dell'innovazione". Vicino ad un altro stand ho letto su un opuscolo questa frase: "L'università innova, le aziende competono".

I termini innovazione e progresso non sono sinonimi. L' Innovazione "è l'implementazione di un prodotto nuovo o significativamente migliorato (sia esso un bene o un servizio), o di un processo, un nuovo metodo di marketing o un nuovo metodo organizzativo in ambito di business, luogo di lavoro o relazioni esterne" (da Wikipedia). Innovazione assomiglia molto a sviluppo, cioè crescita in quantità. Innovare un prodotto non significa necessariamente fornire alla società un nuovo strumento con il quale migliorare la propria vita. Il progresso ha a che fare con le capacità dell'uomo, di ogni uomo, con quella conoscenza che consente alla società di migliorare la propria vita ed il proprio benessere. Ecco, oggi non ho più l'entusiasmo di un giorno fa. Mi sembra di essere all'interno di una manifestazione ben controllata e facente parte di un sistema che tiene sotto controllo la società. Vedo ogni giorno piccoli segnali del fatto che il progresso è stato bloccato per ragioni a me ignote. I termini sono importanti e loro lo sanno bene, ma spero di sbagliarmi.
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Non mi sento più come dieci anni fa. Dieci anni fa avevo la consapevolezza del fatto che tutto quello di cui potevo disporre fosse lì per tutti, in aiuto di tutti e grazie al contributo di tutti. Una strada, un Bar, tutto quello che si può comprare, tutto quello che si può utilizzare durante il quotidiano, l'acqua, tutto, tutto quello a cui sono stato abituato. Oggi invece ho la sensazione netta che tutte queste cose non potevano essere a mia disposizione come invece lo sono state per trent'anni. Oggi mi accorgo che la smisurata efficienza del sistema nel quale ho vissuto è la causa di qualcosa che si sta avvicinando. Non so che cosa si stia avvicinando, ma so che siamo vicini a qualcosa.
Mi trovo seduto Vicino a qualcosa Mi trovo a guardare Vicino a qualcosa Sento che qualcosa Si avvicina E' un circuito che si apre E' tutto inutile
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Le parole sono importanti. A volte si usano termini impropri senza rendersene conto. Altre volte, invece, si usano termini ricercati appositamente per creare un certo effetto.
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C'è un aggettivo che ormai viene utilizzato con grande vantaggio da politici, giornalisti, banchieri, economisti e avvocati. E' un aggettivo che consente a questi "uomini" di non tenere nascosta una verità e contemporaneamente di non confessarla. Mi immagino che un bel giorno il politico Pinco Pallino disse al microfono di un "giornalista": "Guardi, io penso che i problemi reali della gente non si risolvano facendo quello che sta facendo il ministro." L'intervista fu mandata in onda al telegiornale della sera e venne ascoltata da un criminale della comunicazione il quale fu illuminato dal pezzetto di frase "i problemi reali della gente". "Ma questo qui è un genio!", urlò correndo verso il telefono: "I problemi reali della gente! La vita reale della gente! La politica reale! L'economia reale! La finanza e l'economia reale! L'andamento del Paese e la vita reale!"... Questo criminale telefonò a persone molto in alto per chiedere una riunione di vertice nella quale avrebbe presentato una nuova strategia di comunicazione verso la gente. Naturalmente questa è fantapolitica, anche se nel paese in cui viviamo è davvero probabile una scena di questo genere così come l'ho raccontata. Comunque, quando ascoltate il telegiornale e sentite che il "politico" di turno intervistato sta utilizzando l'aggettivo "reale", quasi sempre sta parlando di due cose delle quali la seconda sarebbe quella reale. Ecco, se riuscite ad intercettare le due cose del suo discorso, pensate al fatto che della prima, il politico, intendeva dire che è finta (anche se non lo ha detto). Quello che viene fuori è davvero sconcertante. Fatemi sapere!
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Ho appena scritto al servizio clienti di Castorama. Sul sito di questa importante azienda, oltre che la stufa a petrolio, c'è anche una sezione in cui si parla di ambiente... "Buon giorno. Mi chiamo Massimiliano Silvestri e sono un utilizzatore, anche se molti vogliono che siamo "consumatori". Mi ha colpito un cartello pubblicitario che ho visto per caso nella città in cui vivo. Il cartello pubblicitario mostra una delle Vostre stufe a petrolio: Corona, 129 €. Sono andato sul Vostro sito ed ho scoperto che esiste una sezione nella quale parlate di ambiente. In questa sezione scrivete: "Dobbiamo assicurarci che il nostro sviluppo a lungo termine sia sostenibile e rifletta i valori e le aspettative delle nostre comunità". Centra qualcosa una stufa a petrolio in questo lodevole intento? Ringrazio per l'attenzione. Un cordiale saluto. Massimiliano Silvestri"
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Ho già parlato di sviluppo e di progresso. E' da quando siamo bambini che ci sentiamo ripetere che quella in cui viviamo è l'epoca del progresso tecnologico. Ci sono i computer, i cellulari, il bancomat, l'alta fedeltà. La vita è diventata più facile. Questo progresso ha secondo me creato una situazione davvero imbarazzante. L'uomo non è mai stato tanto ignorante come oggi. Oggi utilizziamo oggetti che nemmeno immaginiamo quello che contengono, come sono fatti, chi li ha fatti, quanto e cosa costa costruirli. Ve lo immaginate un alieno buono che atterra con il suo disco volante e attratto da un lettore di mp3 chiede ad un essere umano come funziona... Ve la immaginate la scena imbarazzante? Bene. Ecco il nostro progresso. Guardate queste immagini:


La foto non è degli anni 60! E' di questa sera, scattata alle 23:00 del giorno 15 ottobre del 2008. Stiamo davvero parlando dei nostri giorni! La seconda immagine è tratta da un catalogo disponibile online sul sito di castorama. Capite in che situazione siamo? Online, su internet c'è la pubblicità di una stufa a petrolio. Poteva essere pubblicizzata una stufa innovativa che utilizza un nuovo e geniale processo per trasformare la luce in calore senza dover spendere decine di migliaia di euro? Oppure un sistema per utilizzare l'acqua del mare per ottenere calore? No.. Il petrolio è ancora il miglior amico dei petrolieri e i petrolieri sono molto amici dei politici che, a loro volta, sono amici degli amici degli amici... Che sono amici di Castorama. Grazie Castorama! Grazie per questo progresso!
Sviluppo non vuol dire progresso e progresso non vuol dire sviluppo. Il progresso è qualcosa che migliora la vita dei popoli. Lo sviluppo è qualcosa che arricchisce poche persone. Questi termini si confondono perché quando si parla di progresso è necessario anche lo sviluppo. Se uno ha un'idea che risolve il problema di molte persone questa idea deve essere sviluppata. Se uno, invece, avvia un'impresa per fabbricare armi sta sviluppando un settore per la guerra. Nel primo caso c'è il progresso ed il necessario sviluppo. Nel secondo c'è solo sviluppo. Nella comunità in cui vorrei vivere, tutti gli uomini e tutte le donne hanno la stessa massima conoscenza! Oggi il mondo sarebbe molto diverso. I figli delle persone che oggi hanno la mia età non sarebbero costretti ad un futuro in cui dovranno essere capaci di sopravvivere all'epoca in cui finisce il petrolio, mentre tutto il mondo ancora va a mangiare al MacDrive.
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"E' l'unica cosa che il Governo avrebbe potuto fare: garantire le banche". Questa frase l'ha ripetuta diverse volte l'esperto Alessandro Amati intervistato dalla conduttrice radiofonica che sto ascoltando in questo preciso momento. Naturalmente non posso entrare più di tanto nel merito, perché non credo di avere gli elementi necessari. Posso però commentare un altro fatto, che a pelle mi sembra abbia attinenza con le decisioni del Governo. Ho scoperto che persone ignote hanno deciso di promuovere l'uso del bancomat e delle carte di credito per effettuare i propri acquisti. Chiedo a tutti quelli che ancora guardano la televisione di farci caso. Non lo trovate un messaggio strano in un periodo di crisi? Mi sembra che il vero messaggio sia quello di non toccare i soldi, di lasciarli in banca. Pensate alla percentuale di persone che raccoglie l'invito e comincia a pagare la propria spesa con il bancomat. Per le banche è un significativo incremento dei capitali disponibili. I nostri soldi. Cosa significa veramente quella pubblicità? Chi o cosa ci guadagna se usiamo tutti il bancomat anziché pagare in contanti? Se fossi stato io a prendere questa iniziativa, cioè a chiedere a tutti di usare il bancomat, lo avrei fatto perché ho bisogno che i soldi veri, di tutti, non facciano giri inutili fuori dalla banca. Chi è che ha bisogno di tutti questi soldi? E per fare cosa? Ma non sono nostri? Tutti i notiziari continuano a dire che nessuna banca fallirà... Significa, sencondo me, che c'è il rischio che le banche italiane falliscano. E i nostri soldi? Quando la nostra banca sarà fallita il nostro bancomat funzionerà ancora? Credo proprio di no.
Grazie pubblicità. Grazie televisione. Grazie giornali. Grazie radio. Siete un servizio insostituibile.
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Ho scattato alcune foto all'interno di un gigantesco centro commerciale. Questo centro commerciale consuma una quantità incredibile di energia. Il fatto che questa energia se la ripaghi con le vendite non c'entra nulla. Le stesse vendite potrebbero avvenire in contesti molto più distribuiti, senza consumare energia inutile. Un centro commerciale di questo genere accende centinaia di migliaia di luci e le lascia accese per tutto il giorno.
 | Sono le 3 del pomeriggio. Fuori c'è il sole. E' una giornata stupenda. Se togliessero l'energia elettrica, in questo centro commerciale ci sarebbe il buio.
|  | Normalmente in casa teniamo chiuse le imposte e le finestre per avere un clima più fresco all'interno. In questo centro commerciale, nonostante non ci siano praticamente finestre, se non ci fosse l'energia elettrica la temperatura salirebbe talmente tanto da non poter quasi più respirare. Questo perché già in fase di progettazione si è tenuto conto dell'aria condizionata, senza quindi fare progresso sui materiali adottati per costruire la struttura. |  | In alcuni negozi del centro commerciale la luce è davvero eccessiva. In alcuni punti ci sono addirittura grosse lampade alogene che oltre ad accecare producono un fascio di calore che viene subito raffreddato dall'aria condizionata. E' davvero folle. |
Perché restiamo a guardare come ebeti mentre tutto quello che ci circonda si contraddice? La "politica" (mi viene voglia di dire una parolaccia, ma uso le virgolette) dice che il nostro paese non ha sufficienti risorse energetiche... Per fare che? Per accendere la luce sotto l'ombrellone in spiaggia? Per depurare l'acqua che inquiniamo? Seguiranno altre foto dello stesso centro commerciale. Vi renderete conto di quanto ci stanno prendendo per il culo.
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Mi spaventa molto una insegna fissa che pubblicizza un supermercato. Si vede della carne, della frutta, della verdura e alcuni prodotti di vario genere. Quella che si vede è l'immagine dell'abbondanza. Ma come facciamo ad avere tanta abbondanza? Da dove viene? Quando finirà? Perché aspettiamo che finisca invece di trovare un "assetto di crociera"? Insomma quel brutto manifesto mi mette in agitazione. L'abbondanza è un bruttissimo male che ha inquinato la vita degli uomini e che ha dato il via a tutte le più terribili guerre. L'uomo ricco non si accontenta, quello povero sì. L'uomo ricco è egoista, quello povero condivide.
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 Annelise
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 Alessandro
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Quest'estate ho conosciuto due persone. Si chiamano Annelise e Alessandro. Possiedono capacità utili ed interessanti. Insieme sono in grado di operare il restauro di un'antica opera d'arte e di creare forme utilizzando la luce. Sono due persone speciali. E' stato uno di quegli episodi che capitano forse di frequente durante le vacanze estive, cioè di conoscere per caso delle persone e di cominciare a trascorrere le vacanze insieme, fino a che non arriva il giorno della partenza per portarseli via. Mi è così capitato per la prima volta di dover sostenere un addio feroce. Qualcuno mi ha detto che è una cosa normale... Ma non può essere normale. Accettare con tanta leggerezza un addio di questo genere significa togliere peso all'importanza del termine amicizia. Cari Annelise e Alessandro, non vedo l'ora di rivedervi!
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L'armonia della nostra società non sta brillando. Lo dico perché sono convinto che uno dei problemi "di sistema" del nostro pianeta sia causato dalla disarmonia della società. Viviamo spesso nell'ombra. Ci nascondiamo. Siamo a disagio quando dobbiamo condividere qualcosa.
 Clicca l'immagine. I nostri vicini di banco ad un esame, di tavolo al ristorante, di coda alla cassa di un negozio, di colonna al casello autostradale. Tutti i nostri vicini di qualcosa sono sconosciuti, quasi nemici. Facciamo fatica a stare insieme. Facciamo anche fatica a rispettare le regole. Le regole sono molto spesso indicazioni che, come risultato, danno fratellanza, altruismo, rispetto. Rispettare le regole di una società significa essere in armonia nella società. Quando la società rispetta le regole, la società è in armonia. Voi pensate che la nostra società rispetti le regole? Io penso di no. Noi non rispettiamo una enorme quantità di regole. Sono regole piccole o piccolissime e sono regole grandi. Parcheggiamo appena più avanti e blocchiamo l'accesso alle strisce pedonali a chi cammina sul marciapiede. Non è grave. Lo abbiamo fatto perché non vedevamo l'ora di scendere dalla macchina per abbracciare un amico che non vedevamo da tanto tempo. Poco dopo una signora con il carretto della spesa non riesce ad attraversare la strada perché la nostra macchina sta bloccando la piccola discesa del marciapiede. La signora è costretta a sollevare il carretto e fare una piccola acrobazia per non urtare la macchina. Pazienza. Una regola prevede che le discese del marciapiede in corrispondenza delle strisce pedonali devono restare libere perché sono riservate ai pedoni. La regola non viene rispettata e causiamo un disagio ad una persona che non conosciamo. Torniamo in macchina dopo un'ora passata con il nostro amico e partiamo per rientrare a casa. Arriviamo. Parcheggiamo l'auto nel box, scendiamo, chiudiamo il box e ci dirigiamo all'ingresso. Vicino al portone di casa c'è una bicicletta, legata con una catena ad una specie di gancio. La bicicletta ostacola l'accesso. Ci lamentiamo con il portinaio...
Voglio segnalare questo libro: Sulle regole, di Gherardo Colombo.
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